Parliamo dell'albero e del rispetto che gli è dovuto e sull'utilizzazione di questo buon gigante della foresta.
Perché si disbosca? Per l'irrazionale trasformazione a pascolo di terreni già occupati da boschi e da foreste, per l'egoistico guadagno che si ricava dalla vendita del legname, per la furia di costruire e di sostituire foreste di cemento dove la natura aveva posto foreste verdeggianti.
Precise leggi si oppongono a questa distruzione ma, purtroppo, molti danni irrimediabili sono stati ormai causati dall'ingordigia, dalla stupidità, dall'egoismo degli uomini.
Gli antichi amavano gli alberi evidentemente più di noi, se hanno saputo tramandarci i boschi e le foreste che un tempo ammantavano la nostra bella terra.
Conoscendo e apprezzando il valore degli alberi, i nostri lontani progenitori li consideravano sacri per imporne il rispetto a tutti. Il culto dei boschi fu in onore presso tutti i popoli dell'antichità,
ricollegandosi, questo, al culto degli alberi, comune in genere a tutte le religioni e a tutte le civiltà. Gli antichi popolarono le selve di esseri divini e soprannaturali: il dio Pan, le Driadi e le Amadriadi presso i Greci; il dio Silvano e i Fauni presso i Latini; i Troller presso gli Scandinavi. Anche i Germani avevano un dio che proteggeva i boschi. Alcuni di questi boschi nell'antica Grecia e Roma erano dedicati a Giove, a Esculapio, a Vesta, a Egeria, a Diana e vi si celebravano sacrifici.
Anche in tempi recenti i Giapponesi pensavano che negli alberi secolari, al cui piede seppellivano gli eroi sacri alla patria, passasse lo spirito del guerriero caduto e quindi li veneravano come sacri.
Tutto questo, naturalmente, ha un fondamento nel rispetto che istintivamente gli uomini sentivano di dover nutrire verso questi buoni amici di cui erano così evidenti le benemerenze. Solo gli uomini moderni, più ciechi o più avidi dei loro progenitori, hanno proceduto alla distruzione indiscriminata di vaste estensioni arboree con i danni che purtroppo tutti abbiamo potuto constatare.
Come si protegge l'albero
Esistono precise leggi che regolano non soltanto l'abbattimento dei boschi, ma anche quello di singoli alberi quando questi costituiscono nota di bellezza per il paesaggio.
Individualmente, la protezione dell'albero si può esercitare in vari modi. Innanzi tutto evitando di danneggiarlo. L'albero si può danneggiare con legature troppo strette, conficcando chiodi nel tronco, strappando rami, incidendo la corteccia. Evitando, quindi, di arrecargli guasti, noi proteggeremo indirettamente questo buon gigante che pare tanto forte e lo è, ma che anche con un temperino si può portare a morte. Sarà facile riscontrare sui tronchi le tracce di questi guasti. Rigonfiamenti della corteccia rivelano tagli, lesioni, così come una cicatrice resta dopo una ferita. Potremo anche osservare, in un giardino pubblico, le cure a cui gli alberi sono sottoposti; infatti vedremo squarci chiusi da un impasto speciale, vedremo tronchi sorretti da pali, rami appoggiati a sostegni perché non si rompano.
Potrà anche essere interessante sapere quali sono gli alberi da frutto, quali quelli utilizzati dall'industria, quali quelli destinati a bruciare nei nostri caminetti.
Utilizzazione dell'albero
Com'è noto, l'albero abbattuto viene utilizzato soprattutto per il legno che se ne ricava e che serve a molteplici usi. Naturalmente, per poter essere adoperato, l'albero deve aver raggiunto una certa grossezza.
L'età dell'albero si conosce soltanto dopo che questo è stato abbattuto. Per ogni periodo vegetativo (nei nostri paesi per ogni anno) aumenta uno strato nell'interno del tronco; quindi, contando questi strati che si dispongono in circoli concentrici, si potrà sapere quanti anni aveva l'albero ormai abbattuto.
A guardarsi attorno c'è da meravigliarsi nel vedere in quante cose entra il legno.
Dagli infissi alle travi, dai mobili agli oggetti d'artigianato, dai pali delle linee dell'elettricità, del telefono (per quanto oggi sostituiti largamente con pali di cemento), alle opere idrauliche e navali senza parlare, poi, della legna da ardere che, per quanto sostituita dai più svariati combustibili, ancora vediamo fiammeggiare nei nostri caminetti, nei focolari, nei forni di campagna.
Industria del legno
Osservando superficialmente la storia del legno nell'industria, vien fatto di pensare che essa sia giunta agli ultimi capitoli. In realtà, il metallo prima, la plastica poi, pare che abbiano sostituito in gran parte questo prezioso materiale. E invece, i dati forniti dalla F.A.O. (Organizzazione internazionale per l'agricoltura e l'alimentazione) indicano che la produzione del legname per usi industriali è in continuo aumento. E poiché il consumo dei combustibili vegetali è invece in diminuzione ci viene fatto di domandarci dove finisca tutto il legno che le foreste del globo forniscono.
Da tutto ciò che abbiamo detto si può concludere che è cambiato l'uso del legno nell'industria.
Un forte incremento, infatti, hanno avuto le industrie del compensato e dei pannelli di fibra (masonite, faesite, ecc.) e fortissimo quello dei derivati della cellulosa.
Il consumo di carta e cartone è in progressivo aumento col progredire della civiltà.
Ed ecco alcune notizie sull'utilizzazione dei principali tipi d legni nostrani:
Abete: alberi da navi, travature per costruzioni, tavolame per falegnameria, intelaiature per mobili,
compensato, cellulosa per carta e derivati, parti di strumenti ad arco, ponti, vagoni, ecc.
Castagno: mobili, doghe per botti, compensati, industrie per la concia delle pelli, pali per lavori agricoli, per linee elettriche e telefoniche. ecc.
Faggio: mobili, compensati, impiallicciature, remi, serramenti interni, pali sottomarini, ecc.
Pini: legnami resinosi, resistenti e perciò usati per costruzioni navali, tavolame, mobili economici, cassette da imballaggio, cellulosa, ecc.
Quercia: pavimenti, mobili, travature (da ricordare la quercia da sughero).
L'industrializzazione più importante è oggi quella della cellulosa, sostanza che si ricava, appunto, dal legno e che viene tanto largamente impiegata nella fabbricazione della carta e dei tessuti sintetici.
La cellulosa più pura si trova nelle fibre del cotone, ma combinata con altre sostanze essa si trova in tutto il legno di cui costituisce la parte fondamentale. Combinata con acidi e sostanze varie, serve per la fabbricazione della seta artificiale e di altri tessuti artificiali; costituisce, sotto forma di nitrocellulosa, la base per quasi tutti gli esplosivi, ma la sua utilizzazione più importante è per la fabbricazione della carta.
La carta
La carta è un foglio o un nastro di superficie piana, di vario spessore, costituito da minutissime fibre addossantisi e feltrantisi fra loro. Si fabbrica attualmente con materia prima contenente cellulosa in fibre, per esempio con stracci, ritagli di fibre tessili, paglia, sparto, ginestra, ma soprattutto con pasta di legno. Meccanicamente e chimicamente si isola dalle materie prime la sostanza fibrosa, la si purifica e la si sospende in acqua; la si distende poi in strati sottili sopra graticci e si elimina l'acqua con successive operazioni. Poi si sottopone a pressione, si incolla, si tinge secondo l'uso.
L'incollatura impedisce alla carta di essere assorbente. Si può avere « carta da stampa », « carta assorbente », «carta da involti », « carta speciale » di svariatissimi tipi: patinata, oleata, pergamena, cartonata, sensibile,a smeriglio, uso pelle, vellutata, da parati, impermeabile, ondulata, velina.
In Italia le prime fabbriche di carta vennero impiantate nella prima metà del sec. XIll a Fabriano a cui rapidamente seguirono le altre.
Fra le varietà di carta, oltre quelle già menzionate, abbiamo la carta al bromuro d'argento che serve per lavori fotografici, la carta al carbone che è quella che permette di fare parecchie copie simultanee di uno scritto, carta avorio, specie di cartoncino su una faccia del quale viene spalmato uno strato di colla e gesso, la carta canapina, molto resistente, fatta con residui di corda, con altri ritagli di canapa o di iuta; carta da disegno, carta da filtri, carta dorata su cui si fa aderire un sottile strato d'oro o d'argento o di altri metalli, carta incatramata, carta oleata, cartapesta che si prepara facendo macerare della carta in acqua fino a ridurla a pasta che con successive lavorazioni si trasforma in giocattoli, statue, bambole, ecc. Abbiamo persino carte medicinali come quella antiasmatica, antireumatica e senapata, ecc.
Non dimenticheremo la carta valori che viene fabbricata dagli stessi Stati o dalle varie Banche e che serve per stampare la cosiddetta carta-moneta.
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