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Poesie sulle streghe di Giovanni Giudici - Le streghe

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Poesia per bambini -
di Giovanni Giudici
-
Le streghe -


Per chi ci crede e chi non ci crede
parleremo delle streghe.
Dice la gente che sono vecchie
con i pidocchi fin dentro le orecchie,
con gli occhi storti e affumicati,
con i vestiti sporchi e stracciati.
Vivono dentro castelli in rovina
con gli uccellacci di rapina:
perché gufi e barbagianni
son delle streghe gli eterni compagni..
Durante il giorno stan chiotte chiotte
aspettando che faccia notte.
Ma quando è buio vispe e allegre
spiccano il volo le brutte streghe:
vanno a cavallo delle scope,
corrono come milioni di ruote.
Passano monti, passan pianure,
passano buchi di serrature;
bevono il latte dei pipistrelli,
di ragnatele hanno i capelli,
e pili dei ladri e degli assassini
vogliono fare paura ai bambini.

COS! TI DICONO SE FAI I CAPRICCI
E A FAR LA NANNA NON TI SPICCI.
Ma io - t'insegno il modo sicuro
per inchiodare la strega al muro;
e ti spiego come fare
a ruzzolarla giù per le scale.
Se la senti che sta arrivando
non devi piangere tremando;
se cerca di farti un dispetto
non rannicchiarti nel tuo letto;
e se ti fa il solletico ai piedi
dille: - Stupida cosa ti credi?
Falle in faccia una gran risata
e la strega sarà spacciata.

Questo è il sugo dell'avventura:
LA PAURA E DI CHI HA PAURA.

Tu falle solo «coccodé»
e ogni strega ha paura di te.
Pazza dI tabbla e dI spavento
se ne scappa via come il vento,
via lontano per mai più tornare:
e tu puoi andartene a russare.