Vecchio sobborgo improvvisato e squallido,
già campagna sassosa, poi conquista.
Sul tetto di una casa cresce l'erba
come sui resti di un incendio. Pochi
passi più in là c'è il Pastificio, il rosso
suo fumaiolo. Ma la giostra suona
all'ultima miseria delle cose;
alle merci che sembrano rifiuti,
alle facciate delle case invase
di una lebbra che ieri era colore
e rallegrava lontano la vista.
Come diverso il giovane barista,
e pure nato da te, da te si sente!
Mi fa un caffè come un trionfo, e i buoni
occhi in volto gli ridono sportivi.
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