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La greggia di Umberto Saba

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La greggia di Umberto Saba
La greggia di Umberto Saba



 
Greggia, tu che il sobborgo impolverato
 traversi a sera: ed un lezzo a me grato
 dietro te lasci, e hai tanta via da fare,
 tra la furia dei carri e lo squillare
 dei tram; dove la vita ha maggior fretta
 come lenta procedi, e in te ristretta!
 
 Greggia che amai dall’infanzia sperduta,
 per te la doglia si fa in cor più acuta;
 e mi viene, non so, d’inginocchiarmi;
 non so, nel tuo lanoso insieme parmi
  scòrger io solo qualcosa di santo,
 e d’antico, e di molto venerando.

  Ti mena un vecchio, sui  piedi malcerto:
 un Dio per te, popolo nel deserto.

 


 

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