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Città  vecchia di Umberto Saba

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Particolare sensbilità il poeta dimostrò nel cantare gli affetti familiari e la sua condizione di ebreo, tenuto ai margini della vita per le leggi antisemitiche


Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un'oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall'osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un grande porto di mare,
io ritrovo, passando, l'infinito nell'umiltà.

Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita d'amore,
sono tutte creature della vita e del dolore;
s'agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.

 

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