Poesia di Rosa Staffiere
I ricordi vagabondi
Sul dolce dondolio della culla
stanno i ricordi e con nostalgia
penso alla santa Chiesa mia
là dove ebbi il sale della vita
dove mi catechizzai e conobbi Dio.
Questo silenzio, mi giunge, come di paradiso:
là sull'altare la regina del Cielo
assisa sul trono d'oro col bambino
Ella patrona del paese mio
Ma quanta paura, m'incuteva quella
che giaceva nella bara di cristallo
la Santa con due occhi in mano.
E se vedevo l'enfiore sul ginocchio
del taumaturgo San Rocco
invocavo della campana il tocco
che mettesse frne alla funzione.
Nelle orecchie odo ancora
l'inno mariano del pellegrino, intonato
per esser dal Cielo miracolato.
Son tornata in quella Chiesa per pregare
ma tutto era mutato
ogni altare istoriato
In ogni nicchia dove c'è il santo
c'è della tarsia il vanto.
I miei ricordi vagabondi
volano dalla piazza alla strada
che circonda e abbraccia il paese
e s'impigliano nelle rosee illusioni
dei sogni adolescenti.
Lentamente cessa il dondolio
s'arresta il fluire del ricordo
come un fiume davanti al muraglione.
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