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Last updateGio, 24 Lug 2014 9am

I seminatori di Gabriele D'Annunzio

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seminatori
Poesia di Gabriele D'Annunzio

I seminatori


Van per il campo i validi garzoni
guidando i buoi da la pacata faccia;
e, dietro quelli, fumiga la traccia
del ferro aperta alle seminagioni.

Poi, con un largo gesto delle braccia,
spargon gli adulti la semenza; e i buoni
vecchi, levando al ciel le orazloni,
pensan frutti opulenti, se a Dio piaccia.

Quasi una pia riconoscenza umana
oggi onora la Terra. Nel modesto
 lume del sole, al vespero, il nivale

tempio dei monti innalzasi: una piana
canzon levano gli uomini, e nel gesto
hanno una maestà sacerdotale.

 

 La semina, che segue immediatamente l'aratura,  intesa quasi come un rito religioso. Gli uomini, che col largo gesto delle braccia spargono il seme del grano, sono
descritti nella loro maestà e, nello stesso tempo, umiltà verso Dio e la natura, dai quali dipende la buona riuscita del loro faticoso lavoro.


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