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Home Poesie per la Patria Poesie 25 Aprile Lettera alla madre di Sandro Pertini

Lettera alla madre di Sandro Pertini

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Sandro Pertini e Corrado Bonfantini il 25 Aprile 1945 dopo la Liberazione

Milano, il 25 Aprile 1945 Sandro Pertini e Corrado Bonfantini  parlano in Piazza Duomo al primo comizio dopo la Liberazione

Sandro Pertini
In questa lettera scritta dal carcere noterai come i tentativi di persuasione o gli inviti alla prudenza che la madre rivolgeva al figlio siano non soltanto respinti, rappresentano quasi un argomento basilare per l'antifascista irriducibile per convincere quanti cercavano di consigliargli maggiore prudenza a lottare apertamente per la conquista della libertà.
Mia buona mamma, ormai debbo rassegnarmi a ricevere sempre in ritardo la tua parola.
Tu non puoi comprendere quanto mi facciano soffrire quei tuoi in spiega bili silenzi.
Fai male, mamma.
Leggo la lettera, che ti ha scritto l'amico di zio Eugenio. Mentre lo ringrazio dei buoni sentimenti che nutre per me, vorrei che sapesse che io sono e rimarrò sempre un proscritto  irriducibile, pronto ad assumere posti di responsabilità e ad infischiarmene di ogni atto di clemenza, che il barbaro dominio fascista potrebbe eventualmente elargire. Il mio amore per te, per tutte le persone, le cose care costì lasciate, non deve essere interpretato con un sentimento di debolezza o di disposizione ad accettare atti di clemenza dei nostri avversari. Nulla io personalmente accetterò da costoro. Penso che la libertà non dobbiamo né chiederla né riceverla in dono, ma conquistarla. E a tutto siamo pronti, e più gli anni passano e più le sofferenze aumentano, più cresce il nostro odio per questa barbara e vergognosa tirannide, che opprime il popolo italiano, più aumenta il nostro amore per la patria lontana a noi rubata da una masnada  di bandItI da strada. QuestI sono i miei sentimenti e che vorrei conoscesse bene l'amico tuo.
Non mi parli neppure lontanamente di eventuali transazioni  altrimenti mi costringereste al silenzio o a lettere laconiche, stile commerciale. Mi auguro che questa lettera, come ormai quasi tutta la mia corrispondenza, venga letta dallo sbirro censore.
Ancora una volta, mamma, ti prego vivamente di non lasciarmi così lungo tempo senza tue notizie.
Sa la buona creatura che tanto amo, quanto io soffra, quando non ricevo tue lettere.
Ricordami agli amici tutti. Salutami tanto il parroco, Bertomelin e Teresa.
A te un forte abbraccio, tuo Sandro

Lettera alla madre di Sandro Pertini
 

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