Ogni fante è proteso;
ogni ufficiale è davanti
ai suoi fucili.
l colonnelli, estatici,
muti, stanno per dare
il segno ai reggimenti.
Nel cielo passano
ombre e ombre,
ombre di mamme,
ombre di figli,
ombre di giorni
lontani d'adolescenza,
visi amati,
mani sante
carezzevoli
su tutte le facce:
parole d'amore,
aliti di labbra,
gesti religiosi.
È l'ultimo addio,
e il consòlo dei vivi
ai morituri che partono,
che vanno
verso i confini
della vita terrena,
verso la luce,
verso la gloria.
« Pronta. Dodicesima
Divisione di bronzo, è l'ora!»
Brigata Casale,
Brigata Pavia,
Undicesimo, Dodicesimo,
Ventisettesimo fanteria:
attenti al segno!
Ancora tre minuti,
due minuti,
uno. « Alla baionetta! ».
E tutte le baionette
fioriscono sulle trincee.
Tutta la selva di punte
ondeggia, si muove,
si butta sul monte,
travolge gli Austriaci.
rigettandoli
scaraventandoli
oltre le cime,
a precipizio,
dentro l'Isonzo.
« Sei nostra! sei nostra! »
sembra gridare l'assalto.
La città è apparsa
apparsa a tutti nel piano,
dalle vette raggiunte:
e tende le braccia,
e chiama.
lì prossima,
tutta rivelata,
nuda e pura nel sole
di ferragosto,
e libera, libera!
sotto la cupola celeste
del cielo d'Italia.
sotto le Giulie,
l'ultime torri
smaglianti della Patria.
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