
Poesia di Piero Calamandrei
Il Monumento
Questa non è una poesia nel senso usuale del termine; è invece un'epigrafe incisa sulla facciata del Municipio di Cuneo, città medaglia d'oro della Resistenza, in questa epigrafe
Piero Calamandrei antifascista distintosi durante la Resistenza, risponde alle affermazioni del feldmaresciallo Kesselring, comandante in capo delle forze armate tedesche in Italia nel 1943-44: durante il processo per crimini di guerra svoltosi nel 1947 a Venezia e di cui Kesselring era il principale imputato, egli aveva sprezzantemente risposto alle accuse dicendo che gli Italiani
avrebbero dovuto fargli un monumento per la magnanimità che aveva dimostrato verso di loro,
Alle atrocità commesse dai nazisti Calamandrei contrappone il generoso sacrificio dei partigiani e riafferma il valore morale, e sempre attuale, della Resistenza.
Poesia di Piero Calamandrei
Il Monumento
Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d'un macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA.
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