Recite di Carnevale
di G. L. Zucchini

Uno scherzo
di G. L. Zucchini

Uno scherzo
(Personaggi: Il presentatore, Arlecchino, Brighella, Pulcinella e il Dottor Balanzone)
PRESENTATORE - Pulcinella, gabbana e cappello, se ne andava per strada bel bello quando incontra in un vicolo stretto Arlecchino e Brighella a braccetto.
BRIGHELLA E ARLECCHINO - Come va, Pulcinella? Buongiorno!
PRESENTATORE - Essi dicono lieti e ridenti.
PULCINELLA (salutando) - Oh! Gli amici! Buongiorno, buongiorno! Se sapeste! Mi dolgono i denti!
Da tre giorni è un continuo lamento. Più ci penso e più sono in tormento.
BRIGHELLA - Converrebbe levarlo assai presto.
ARLECCHINO - Da un dottore su, recati presto.
BRIGHELLA - Questa è certo una buona occasione per riverire il dottor Balanzone.
PRESENTATORE - E i tre amiconi, con nobile ardore, si recano a casa del sommo dottore.
ARLECCHINO (bussando) - Ho in testa un piano, oltremodo geniale. Tu, Pulcinella, non devi parlare.
Se va bene, ecco qua, ci scommetto che ci scappa per tutti un pranzetto.
BALANZONE (che ha aperto e li ha introdotti in una saletta; ha sotto il braccio una grossa siringa di cartone) - Oh, figlioli, qual vento vi mena? Vi fa male la pancia o la schiena?
ARLECCHINO: - Oh, sono i denti, esimio dottore, che a Pulcinella producon dolore.
BALANZONE (guardando): - Bene.Vediamo... Vediamo U,n po' qua... Oh...! Per le gambe del baccalà. C'è un dente marcio, un altro nero, un terzo sembra un cimitero. Presto le pinze, seghe, tanaglie! Stendete a terra sette tovaglie, prendete l'acqua, l'alcool, le bende, aprite porte, finestre, tende. Ora vedrete il dottor Balanzone fare una splendida operazione.
(Mentre il dottore parla, Arlecchino e Brighella gli portano gli strumenti richiesti. Poi il dottore si avvicina a Pulcinella seduto e comincia a levargli i denti).
PRESENTATORE: - Ecco il dottore all'opera, attento, cava due denti lì sopra il mento, mette lo stucco in altri tre, saltella, corre, beve il caffè, poi trionfante, sudato, sfinito dice:
BALANZONE: - Ragazzi, ecco, ho finito.
PRESENTATORE: - Ma tutt'a un tratto s'appressa Arlecchino e si lamenta e piange, il tapino. ..
ARLECCHINO (a Balanzone): - Ma cos'hafatto, dottore sventato! Come, non vede? L 'ha quasi ammazzato!
PRESENTATORE: -Tosto il dottore s'appressa confuso, scuote la testa Brighella deluso, ed Arlecchino, allarmato e tremante:
ARLECCHINO: - Un pranzo ci vuole, un pranzo all'istante! Per ristorare il buon Pulcinella, prosciutto, uova, cosciotto d'agnella, lasagne al forno, cipolle al midollo, e tortellini nel brodo di pollo.
PRESENTATORE: - Fa Balanzone una faccia contrita, conta tremando su tutte le dita:
BALANZONE (enumerando): - I tortellini nel brodo di pollo, lasagne al forno, cipolle al midollo, coscia d'agnella, uova, prosciutto: se faccio il pranzo, resto all'asciutto..
ARLECCHINO (urlando): - Ah! Dottoraccio di un certo strapazzo, se tu non paghi all'istante, t'ammazzo. C'è Pulcinella ch'è esausto e sfinito ed ha bisogno d'esser nutrito.
PRESENTATORE: - E Balanzone, chinando la testa chiama la serva che in tavola, lesta, porti il pranzetto che vuole Arlecchino. (intanto le maschere si siedono a tavola).
Tutti si siedono a fare onore / a quella grazia del bravo dottore. C'è Balanzone grasso sfondato che mangia come un lupo affamato e c'è Arlecchino che mangia contento dopo tre giorni di sfinimento. Mangia Arlecchino, mangia Brighella tutti brindano a Pulcinella, che, senza i denti, sta lì, poveretto, senza neppure assaggiare un coscetto.
Certo le maschere per Carnevale fan scherzi e burle, senza far male. Ridno un giorno, poi torneranno serie, nell'ombra, per tutto l'anno.
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