Recite sul Carnevale
di S. Pezzetta

Le lettere per la mamma
Personaggi:
Arlecchino, che prima di dire la sua battuta fa giravolte, piroette, saltelli e sgambetti; Pantalone, che è un po' brusco e impaziente col suo servitore.
Pantalone (solo) - Arlecchino! Arlecchinooo!
Arlecchino (entra) Eccomi, illustrissimo signor padrone!
Pantalone - Me lo sai dire perché quando ti si chiama non rispondi subito? Me lo sai dire?
Arlecchino - Signornò, illustrissimo padrone, non lo so.
Pantalone - Non ho mai visto un servo infingardo come te. Ora ascoltami bene. Mi ascolti?
Arlecchino - Signorsi, illustrissimo signor padrone.
Pantalone - Ho fatto un po' d'ordine nei cassetti della mia scrivania. Tu adesso prendi tutta quella cartaccia e la butti nelle immondizie. Hai capito?
Arlecchino - Signorsi, ho capito. Devo buttar via tutta quella cartaccia. Ma proprio tutta?
Pantalone - Si, tutta. È roba che non serve più: vecchi giornali, vecchi conti del lattaio, vecchie lettere.
Arlecchino - Anche le lettere devo buttar via?
Pantalone - Certamente, anche le lettere.
Arlecchino - Signor padrone, queste lettere...
Pantalone - Ebbene?
Arlecchino - Potrei...
Pantalone - Che cosa?
Arlecchino - Queste lettere, potrei tenermele io?
Pantalone - Vuoi tenerle tu? E che cosa vuoi farne?
Arlecchino - È una storia un po' lunga. Quando io partii da Bergamo... Lei sa che io sono di Bergamo?
Pantalone - Lo so. Continua.
Arlecchino - Dunque, quando io partii da Bergamo, la mamma era molto triste. Mi disse: «Arlecchino, ti raccomando: mandami ogni tanto una lettera ».
Pantalone - E tu gliel'hai mandata?
Arlecchino - No.
Pantalone - E perché?
Arlecchino - Perché io non so scrivere e penso che adesso potrei forse mandarle una di queste, ogni tanto...
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