
La morte di Patroclo
Mettiti sulle spalle le mie armi famose, o Patroclo: va' a combattere con i miei soldati, e ricaccia indietro i Troiani. Così disse Achille, e mentre parlava vide una fiamma dalla parte del mare, perché
Troiani avevano già appiccato il fuoco a una delle navi.
Patroclo vestì le armi e condusse i soldati contro i nemici; e questi, credendolo Achille, fuggirono spaventati; il fuoco fu spento e i Troiani furono cacciati fin sotto alle mura di Troia.Dall'alto della nave, Achille guardava; e la sua anima si rallegrava all'idea che le sole sue armi bastavano a vincere.
Ma Patroclo non tornava. Il combattimento continuava sotto le mura, e Achille cominciò a temere per l'amico. Eccitato dalla vittoria, ardente di combatti mento, Patroclo aveva dimenticato che doveva tornare indietro, dopo aver ricacciato i nemici dentro la città.
Voleva abbattere le mura e vincere.
Tre volte le assalì, tre volte uccise nove uomini; alla quarta fu ferito alle spalle da una freccia.
Tentò di ritirarsi fra i compagni, ma Ettore, che l'aveva ormai riconosciuto, corse a lui tra le file dei soldati, e lo colpì nel ventre con la sua lancia forte.
La lancia uscì dall'altra parte del corpo; l'amico d'Achille cadde a terra senza vita, e la bella armatura che non era mai stata vinta ruzzolò nel fango.
Ettore, che da tanto tempo desiderava le armi di Achille, spogliò il morto, lasciandolo nudo per terra; prese elmo e corazza, schinieri, spada e scudo.
E la battaglia continuò terribile, mentre Achille di lontano guardava, cercando di capire che cosa fosse successo, e aspettando di minuto in minuto il ritorno dell'amico Patroclo.
Ma invano.
Patroclo non ritornava, e Achille cominciava a stare in pena per lui e a pensare che fosse accaduta una cosa molto triste.
| < Prec. | Succ. > |
|---|




