L'ospite crudele
Ed ecco Polifemo il Ciclope, gigante smisurato, che aveva un occhio solo nel mezzo della fronte.
Entrò nella caverna e la chiuse con un enorme blocco di pietra.
Finalmente accese un gran fuoco che rischiarò tutt'intorno e il gigante li vide.
Stranieri, chi siete? Per qual motivo vi trovate su quest'isola?
La sua voce agghiacciò il sangue nelle vene.
Ulisse rispose: - Siamo Greci, abbiamo distrutto Troia, edificata da Apollo e Poseidone.
I venti soffiando sulle vele delle nostre navi ci hanno respinti dal cammino della patria.
Siamo qui ora alle tue ginocchia.
Uomo generoso, rispetta gli ospiti: Zeus li protegge.
Sei pazzo se credi ch'io tema Zeus, le sue leggi e la sua collera.
Noi Ciclopi non temiamo nessuno.
E così dicendo. afferrò allora due dei compagni di Ulisse e li divorò come il leone del deserto
Il Ciclope, saziata la fame, bevve una gran coppa di latte puro; poi si sdraiò nel mezzo del suo gregge.
Quando spuntò l'alba, il mostro spinse il gregge fuori dalla caverna e, prima di allontanarsi, rimise accuratamente al suo posto la pietra immensa che ne sbarrava l'ingresso.
Bisognava uscire dalla caverna; ma solo il Ciclope poteva scostare il masso che la chiudeva.
Ulisse aveva osservato che in fondo alla stalla giaceva un tronco d'ulivo.
Ne tagliò una certa lunghezza, lo fece assottigliare dai suoi compagni, ne affilò la punta e per indurirla la mise sul fuoco.
Venne la sera, il mostro ritornò spingendo il suo gregge nell'immensa caverna che richiuse accuratamente.
Ulisse si avvicinò al gigante con una coppa di vino in mano: - Su, bevi questo vino che io stesso ti ho portato dalla nostra nave.
Il Ciclope prese la coppa e la tracannò in un fiato.
E ne richiese subito un'altra.
Dopo aver bevuto ingordamente, domandò - Dimmi ora il tuo nome o straniero che mi offristi un vino così squisito! - Mio padre, mia madre e tutti i miei compagni mi chiamano Nessuno.
L'ubriachezza intanto si era impadronita del gigante ed egli incominciò a russare.
Allora Ulisse mise la punta del palo d'ulivo sotto le braci ardenti, poi con l'aiuto dei compagni, lo conficcò a forza nell'occhio del Ciclope. Questi gettò un urlo acutissimo, si strappò dall'occhio il palo e lo gettò lontano.
Gli altri Ciclopi udirono quell'uomo, accorsero da tutte le parti, e domandarono da lontano:
Polifemo, perché gridi così che ci risvegli dal nostro sonno?
Nessuno mi uccide con l'astuzia e con la violenza! - Ma se nessuno ti fa violenza, tu sei malato e sogni!
E così si allontanarono. .
Ulisse fece aggrappare i suoi compagni ai montoni e all'alba,quando Polifemo, cieco fece uscire il gregge, non si accorse di nulla. Ulisse e gli altri furono salvi.
Ulisse e gli altri furono salvi.
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