Il nobile Orlando
Orlando indebolito e stremato dalla fatica della battaglia, sente ormai la morte che lo incalza.
Colmo di dolore e di amarezza, Orlando vuole allora distruggere Durlindana, la sua spada, perché nessuno possa averla dopo la sua morte.
Raccoglie le forze e, livido in volto, vibra dieci violenti colpi di spada contro una roccia.
L'acciaio stride, ma non si spunta né si spezza.
Allora Orlando batte e batte ancora, e intanto ricorda la storia di quella sua eroica spada: re Carlo si trovava nelle valli di Moriana quando un angelo inviatogli da Dio gli aveva ordinato di fame dono a uno dei suoi guerrieri.
L'imperatore l'aveva data a lui, ed egli con Durlindana in pugno aveva vinto tante battaglie in nome di Carlo Magno.
Sei troppo bella e santa. Dio non voglia che tu cada nelle mani dei pagani! dice, e pensa alle sacre reliquie che essa racchiude nel pomo: un dente di San Pietro, qualche goccia del sangue di San Basilio, capelli di San Dionigi f un lembo della veste di Maria.
Ma la morte è ormai al suo fianco e non gli lascia più tempo.
Allora va a coricarsi all'ombra di un pino, il viso rivolto verso terra e la spada e il corno sotto il corpo.
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