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Racconti sui miti: B. Reggiani - Prometeo e il fuoco

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Racconti sui miti: B. Reggiani - Prometeo e il fuoco
Il mito è una narrazione di fatti immaginari intorno agli dei, agli eroi e alle origini del mondo.


racconto epico



B. Reggiani

Prometeo e il fuoco






Prometeo era il più intelligente di tutti i Titani. La dea Atena gli aveva insegnato l'architettura, l'astronomia, la matematica, la medicina, l'arte di lavorare i metalli.
Prometeo, che amava molto il genere umano, aveva a sua volta insegnato ai mortali tutto quanto gli era stato possibile. Aveva però un grosso cruccio: gli uomini, allora, non conoscevano ancora il fuoco. Zeus, che era un dio geloso e vendicativo, non vedeva di buon occhio l'interesse di Prometeo per gli uomini. Pensava: Se quel maledetto Titano non la smetterà di insegnare ogni cosa ai mortali, questi finiranno col diventare forti e potenti e arriverà il giorno che vorranno addirittura competere con gli dei. Per questo non permise a Prometeo di prendere il fuoco dall'Olimpo: anzi, lo nascose affinché il Titano non lo potesse rubare.
Allora Prometeo si recò da Atena, che lo aveva sempre protetto.
Atena - le spiegò - voglio regalare il fuoco agli uomini e ho deciso di rubare una scintilla al carro del sole. Ma devo farlo di nascosto, perché Zeus mi ha proibito di fare questo dono ai mortali.
Atena lo assecondò e condusse lei stessa Prometeo fino al grande recinto dove stava rinchiuso il cocchio di Apollo.
Prometeo accostò una torcia al divampante carro, lasciò che si infiammasse, poi ne staccò una piccola brace che nascose dentro il cavo di una canna.
Spenta la torcia, sgattaiolò via in fretta, sempre protetto da Atena, la quale fece in modo che nessuno lo vedesse. Disceso immediatamente sulla Terra, donò il fuoco agli uomini, insegnando loro anche a servirsene. Ma quando Zeus lo venne a sapere, andò su tutte le furie.
Prometeo - tuonò - hai voluto sfidare il re degli dei e la mia punizione sarà terribile.
Sarai incatenato, nudo, a una rupe, e ogni giorno manderò un avido avvoltoio a divorarti il fegato, tutti i giorni, anno dopo anno. Il tuo tormento non avrà mai fine, perché ogni notte, mentre soffrirai crudelmente per il freddo, il tuo fegato ricrescerà e così si rinnoverà continuamente il tuo supplizio.

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