Racconto di G. Soldi
Alla ricerca del tempo perduto
Alla ricerca del tempo perduto
Leonardo sapeva bene che il suo difetto più grande era quello di perdere tempo.
La mattina, quando si alzava per andare a scuola, entrava in bagno e ne usciva solo quando la mamma gli gridava:
Leonardo, sbrigati! Hai già perso cinque minuti.
Durante la colazione, la mamma tornava a ripetergli:
Leonardo, sbrigati! Hai già perso dieci minuti.
Per la strada Leonardo perdeva ancora qualche minuto e arrivava a scuola appena prima che si chiudesse il cancello.
Poi, entrava in classe, sedeva al suo banco, faceva la lezione e il tempo gli scappava da tutte le parti consegnava il compito con mezz'ora di ritardo, quando gli altri bambini erano già in cortile a fare la ricreazione.
Mentre giocava, continuava a perdere tempo e i compagni non stavano volentieri con lui, perché, insieme con il tempo, perdeva anche il suo turno di gioco.
Tornato a casa, perdeva tempo durante il pranzo, mentre giocava, mentre faceva i compiti e perfino mentre guardava la televisione.
Un giorno Leonardo, stufo di perdere tutto quel tempo, decise di mettersi alla sua ricerca.
Cominciò a cercare tra le lenzuola del suo letto e scoprì che ci aveva lasciato due minuti; si spostò nel bagno e ritrovò tre minuti, nascosti proprio sotto il tappo del lavandino. Poi andò in cucina e si mise a cercare tra la tazza della colazione, i biscotti e lo zucchero e trovò ben cinque minuti.
Cercò poi sotto il banco, cercò nel cortile, cercò in tutti i posti in cui era stato; alla fine
aveva ritrovato venti nove minuti, ne mancavano ancora tanti.
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