
Racconto di Primavera -
di Renato Rubato -
L'Anemone -
Fior di vento è il mio nome; e quando, a primavera, tutta la pianura si desta fremente all'alito l dei primi venti, io alzo ridente la mia corolla al sole.
Mi piace sentirmi curvare da quel manto leggero che piega gli esili steli e fa ondeggiare gli alti, solenni pioppi.
È bello fare a rimpiattino con gli aguzzi ciuffi d'erba che, timidi, si affacciano a ricercare il sole.
Così giocando consumo la mia breve giornata, e quando sull'arco dei monti si spengono gli ultimi raggi del sole, e come un grande tappeto l'ombra discende, allora chiudo gli occhi, rinserro la tremante corolla e ripercorro a piccoli passi il sentiero dei sogni.
E ancora il vento passa da ramo a ramo, da foglia a foglia: da ogni parte viene e pare il nitrito allegro d'un puledro, in corsa, per i colii.
Bussa a ogni porta, con lo scampanllìo lieto dei mille e mille bubboli che reca sul suo manto. Bussa a ogm porta: alla mIa e alla tua, come la vita che ritorna trepida. sulla zolla ancor rappresa dal gelo.
Apri la finestra.
È la primavera che ti chiama: ogni cosa a te d'intorno parla di vita.
Alza gli occhi al cielo, dove, scompigliata la coltre delle nubi, torna alfine il sole, a cucire con fili di luce gli abiti nuovi degli alberi e dei campi.
Un annò nuovo comincia nel grande tempo della terra.
A uno a uno cadono i giorni, come piccole gocce d'acqua nel mare immenso dell'eternità; a uno a uno trascorrono, e se non li raccogli, se non t'affretti a fermarli nella vita, passeranno come neve che nel sole si discioglie.
Questo ti canta il vento, mentre nell'alto dei cieli sospinge le grigie nubi verso i monti, e l'azzurro si fa terso, e risuona per l'aria l'eco delle campane.
Con lievi tocchi l'anemone è investito di una nota a spensierata e fanciullesca; la sua vita è intimamente legata ai vari elementi della natura e ne trae vivace risalto.
A poco a poco insensibilmente l'interesse dello scrittore si sposta dal fiore al paesaggio che lo circonda; puoi avvertire una persistente esortazione ad accogliere festosamente la vita.
Sempre più si eleva il tono del pensiero, che si trasforma ora in un monito per gli uomini a saper cogliere opportunamente il bene che viene nella breve esistenza.
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