
Racconto di primavera -
di Giuseppe Fanciulli -
Un prato in fiore -
Quale innumerevole famiglia! Steli, foglie, fiori, che sembrano messi lì a far folla, hanno ciascuno
un disegno, un'armonia di colori, un carattere individuale rilevato in minutissimi particolari.
Qui, lungo il rivo a specchio dell'acqua bruna, fioriscono i myosotis.
Dalle umili foglioline, sugli steli piegati a pastorale, emergono infiniti fiori: sono frammenti di cielo azzurro, e in mezzo a ognuno splende un grano d'oro come il riflesso d'un sottil raggio solare.
Sulla ripa ancora fioriscono le primule.
Dal cespo verde, tondo, aderente alla terra, si alzano le delicate corolle gialle,
pallide e trasparenti, come se dentro brillasse un tenue lume.
Gli anemoni tutti hanno simili foglie, a ventaglietto, minutamente tagliuzzate come per gioco, e grossi gambi rosso-bruni, un po' contorti per lo sforzo di trovare la via fra la terra secca e i sassi.
Ma le corolle dei petali riuniti, soffuse di opaca lanugine, mostrano i colori
più diversi: alcune rosse di fiamma, altre rosee, altre violacee, e altre quasi bianche. Si stendono in file bianche e rosate le pratelline, modeste come bimbe d'un ospizio.
Già nel tono esclamativo con cui s'inizia il brano, senti la viva ammirazione dell'autore per ogni elemento della natura, che fa parte di un insieme armonioso.. il suo entusiasmo si manifesta quindi nell' attenta analisi dei particolari.
n questa descrizione dei fiori risalta soprattutto il colore, che appare nelle diverse sfumature, reso più morbido da qualche lieve accenno, come quello al « tenue lu-
me» o alla «opaca lanugine ».
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