
Racconto d'Aprile -
di Marjorie Kinnan Rawlings -
Mattino d'Aprile -
Jody. aprì gli occhi di malavoglia. Pensò che bella cosa sarebbe nascondersi nel bosco e dormire tre giorni e tre notti senza interruzione.
Cominciava a far chiaro a levante. Non sapeva se era stata la luce a svegliarlo, oppure le galline; le galline le sentiva, l'una dopo l'altra, tra i rami dei peschi dove s'erano appollaiate per la notte, frullare le ali e ciangottare.
La luce era tutta strisce del più bell'arancione.
Contro luce i pini grossi si delineavano ancora tutti neri.
Adesso in aprile il sole si alzava più presto.
Non poteva esser tardi. Era già un progresso svegliarsi da solo, senz'esser chiamato dalla mamma.
Soddisfatto di sé, si voltò su un fianco, facendo cricchiare le foglie secche di grano turco del materasso. Sotto la finestra il gallo cantò da bravaccio.
« Canta, canta, adesso », mormorò Jody, « ora che scendo sentirai che musica ».
Le strisce di luce si mescolarono assieme assumendo una tinta più carica.
Un bagliore d'oro si estese fino alla vetta dei pini e, mentre Jody contemplava lo spettacolo, il sole stesso si levò, similea un padellone di rame che ascendesse. tra i rami sospeso ad un filo invisibile.
S'alzò un buffo di vento, forse il primo respiro del sole nascente, gonfiò le cortine della finestra e raggiunse il letto accarezzando Jody in viso con la fresca motbidezza d'un manto d'ermellino.
Egli giacque ancora un momento, immobile, esitante tra gli agi del letto e il richiamo del giorno; poi d'un balzo fu fuori dal nido, in piedi sulla pelle di cervo: infilate brache e camicia, gli passò immediatamente la voglia di poltrire, e non
percepì altro che la gloria del giorno novello, col caldo odore delle ciambelle uscenti dal forno. S'affacciò alla soglia della cucina.
« Ehi, mamma », gridò festoso, «ti voglio bene ».
Il desiderio del fanciullo di abbandonarsi ad un lungo, ininterrotto sonno, quell'accenno alle galline che hanno trascorso la notte sui rami di pesco, ti fanno già seno prima che la scrittrice lo dica apertalnente, che l'azione si svolge nel mese d'aprile.
L'autrice sa, con pochi tratti, descrivere gli effetti creati dalla luce dell'alba sulla natura e con tenerezza presenta l'ambiente in cui si svolge la semplice vita del
protagonista. .
.La presentazione dello spettacolo naturale è resa più efficace dalle immagini che l'accompagnano: quel « padellone di rame» ti fa balzare davanti agli occhi, nitido in tutti i suoi contorni, il disco luminoso, mentre la fresca morbidezza del manto di ermellino ti dà la vera impressione della carezza del vento.
Abbandonato il dolce tepore del letto, il fanciullo assapora tutta la gioia del nuovo giorno d'aprile, che dispone il suo animo ad accogliere con entusiasmo ogni
manifestazione di vita.
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