
Quando era in fiore il ciliegio -
di Enrico Thovez -
L'adolescenza è un'età complicata. nella quale si ritrovano sensazioni, stati d'animo, atteggiamenti tra loro diversissimi, a volte addirittura contrastanti, che si succedono convulsamente, senza una ragione apparentemente valida, e lasciano sconcertati non solo gli spettatori, ma anche gli stessi protagonisti di questo meraviglioso primo atto del dramma della vita.
Chi mai supporrebbe che nella giornata cosi vivace ed Intensa di un ragazzo possano trovar posto momenti di pura contemplazione o di abbandonati languori? Nella lirica che segue il poeta Enrico Thovez rievoca con commossa lucidità uno di tali momenti, quando, all'alba della sua giovinezza, si appartava da tutti, rapito dall'incanto di un'ora particolare per raccogliere. in profondo silenzio. nel proprio spirito, il messaggio dolce ed insieme malinconico e struggente della primavera.
Quando era in fiore il ciliegio, le prime sere d'aprile,
che già si allungavano i giorni, si cena già senza lume,
e conversavano gli altri nell'ombra vaga; io, fanciullo,
venivo cauto al balcone. L'aria era tepida e dolce,
la notte chiara. Nascosta, la luna nuova cadeva
dietro, scema, imbiancando le case a fronte e il cortile.
Qua e là brillavano lumi, finestre stavano aperte,
vedevo dentro le stanze. E v'era un senso nell'aria
tra dolce e triste, un languore indefinito e profondo.
lo stavo assorto guardando muto.
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