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Giovedì
24 Maggio
2012    
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Home Racconti Racconti di Paura Racconti di paura: L. Farina - Chi c'è nel mio armadio

Racconti di paura: L. Farina - Chi c'è nel mio armadio

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Il racconto di paura di solito è ambientato in luoghi bui o illuminati da luci spettrali, sempre minacciosi e pieni di insidie. Altri elementi importanti sono i rumori misteriosi e improvvisi, che non lasciano per niente tranquilli i protagonisti.
Racconti di paura
Racconti di paura: L. Farina
Chi c'è nel mio armadio


Negli angoli bui della casa possono nascondersi terribili mostri pronti a spaventarci ma... sarà vero o sarà solo un sogno?
Andrea non riusciva a prendere sonno. Si rigirò più volte nel letto finché fu attirato da un rumore strano, simile al cigolìo di una porta dai cardini arrugginiti.
Sollevò di scatto la testa dal cuscino e intravide un' ombra che spuntava dall' armadio, in fondo alla stanza.
Andrea sentì il cuore battergli all'impazzata.
Nonostante i suoi nove anni compiuti, aveva ancora paura del buio, dei fantasmi con la mano mozza e dei pirati con il coltello serrato tra i denti, anche se gli piaceva un mondo leggere le storie "mozzafiato". Chiunque tu sia, non mi fai tremare le gambe neanche un pò! - esclamò a voce alta, soprattutto per convincere se stesso.
Andrea balzò giù dal letto e, a piedi scalzi, si avvicinò piano piano all'armadio.
Non ebbe neppure il tempo di capire che cosa fosse quell' ombra indistinta che aveva intravisto, perché una mano enorme, scura, pelosa, dalla presa d'acciaio, lo agguantò per un braccio e lo trascinò dentro l'armadio prima ch'egli avesse potuto lanciare un grido o recitare con le dita incrociate la formula magica contro gli spiriti maligni, che gli aveva insegnato Luigi, il suo compagno di banco.
Con sua grande meraviglia, nell'armadio non ritrovò più né gli abiti, né la biancheria, neppure il suo giubbotto di pelle; scorse. solo il bianco di due occhi che brillavano di una luce strana mentre un puzzo nauseabondo di pesce marcio lo stordiva fin quasi a farlo barcollare.
Non temere, giovane mozzo, sei fortunato cioé che non sono un cannIbale! - sghignazzò una voce rude e cavernosa mentre la stessa mano pelosa, che pochi istanti prima lo aveva .
agguantato, stava ora armeggiando con dei fiammiferi.
All'improvviso, all'interno dell'armadio, che dondolava paurosamente come una nave in balìa delle onde, si accese una candela.
E a quella luce fioca Andrea si trovò di fronte un uomo grosso e alto come una montagna, con il volto bruciato dal sole, solcato da una profonda cicatrice che gli conferiva un'aria minacciosa e l'aspetto di un lupo di mare.

 




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