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Giovedì
24 Maggio
2012    
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Lunghi viaggi di...paura di P. Campbell

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Racconti di paura
Racconto di paura di P. Campbell
Lunghi viaggi di...paura


Preferisco passare tre ore nell'anticamera del dentista con un dente da strappare, piuttosto che passare un quarto d'ora in un aeroporto aspettando di salire su un aereo. Quando si tratta di aerei, io non ragiono più.
All'aeroporto cerco d'attaccare discorso con qualche componente dell'equipaggio. Ad esempio, chiedo al pilota:
È sicuro che i tecnici più qualificati stiano verificando il nostro apparecchio, centimetro per centimetro, prima di partire?
È proprio necessario volare a un'altezza di molto superiore ai 15 metri da terra?
È proprio sicuro di capire tutti i segnali che le faranno dalle torri di controllo?
E se dovesse accadere qualcosa d'irregolare le dispiacerebbe farlo sapere un po' prima ai passeggeri?
Rassicurato su questi punti, salgo in aeroplano e scelgo un posto al centro per tener d'occhio i motori.
Cinque minuti dopo il decollo, districo le unghie conficcate nell'imbottitura del sedile e mi appoggio allo schienale per ammirare il panorama di nuvole.
La porta della cabina di pilotaggio si apre e ne esce il pilota.
Ma che razza d'imprudenza è questa?
Ha lasciato i. comandi a un pivellino per chiacchierare qua e là con i passeggeri! Quando arriva da me mi dice: .
Buongiorno! Il viaggio la soddisfa?
Mi limito a dire di sì con la testa: invece vorrei soltanto che tornasse subito al suo posto!
Passa un'ora. Mi sono preso uno spavento quando la hostess, chinata su di me, ha detto qualcosa che non sono riuscito a capire: sembrava dicesse:
Stiamo precipitando in mare.
M'ero già alzato a metà sedile, quando invece ho capito che mi chiedeva se preferivo il caffè dolce o amaro.
D'improvviso guardo giù e vedo la terra, distinguo le case, le ciminiere, i pali telegrafici. Oh Dio! Ci siamo! Questa è la fine! Stiamo per cadere!
Infatti dopo pochi secondi avverto che stiamo perdendo quota.
Affondo le unghie nell'imbottitura del sedile, chiudo gli occhi, avverto un sobbalzo, un leggero stridio. Poi siamo fermi. Siamo vivi! Apro gli occhi e...mi trovo sulla pista dell'aeroporto. Spingono una scaletta verso il portello d'uscita.
Scendo dall'aereo con aria disinvolta.
I piloti e i controllori di volo sono proprio in gamba!

 

Lunghi viaggi di...paura di P. Campbell
 

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