
La terribile Pasqua di Topo Gigio
Il mattino di Pasqua, Ino si svegliò alle 11, di buon umore, perché c'era il sole nel cielo e un'aria di festa in casa. Sbadigliò, si stiracchiò, poi saltò dal letto e si mise a girellare per la casa. Diede un'occhiatina ai fiori sul balcone, raddrizzò il ritratto di nonno Teodoro che, come al solito, era appeso storto alla parete, infine, fischiettando «I tre corsari », entrò in cucina dove Rosy stava mettendo in forno degli squisiti pasticcini all'anice.
Ino tentò invano di rubarne uno.
Sono ancora crudi, ti fanno male! - lo ammoni Rosy e gli diede una cucchiaiata sulla mano ladruncola.
Fa piu male una cucchiaiata! - rispose Ino.
Perché mi tratti cosi?
Su, su, poche storie, io ho da fare. Va a svegliare quel dormiglione di Gigio!
Ino si diresse verso la camera dell'amico, urlando:
Gigio, Gigione, Gigetto, Gigiaccio, svegliaaaa!! !
Quelle grida avrebbero risvegliato la bella addormentata nel bosco, ma Gigio non diede nessun segno di vita. Ino entrò nella stanza come un carro armato, apri con un fracasso d'inferno le finestre e... restò con un palmo di naso! Il letto di Gigio era vuoto. Sul comodino spiccava un biglietto che diceva: «Impegni urgenti mi chiamano fuori casa. Ma tornerò all'ora di colazione.
Bacioni, Gigio».
Antipatico! - mormorò Ino. - Scompare proprio stamattina che dovevamo andare sull'otto volante!...
Vediamo ora quali sono gli «impegni urgenti» di Gigio. Un affare? Un amico malato? Una multa da pagare? Nossignori, una pasticceria. E che fa in quella pasticceria, nota in tutta la città come la miglior produttrice di uova di Pasqua? Niente, sta aspettando. Sono già due ore che aspetta e a un certo punto si spazientisce.
Ehi, pasticcere - grida - c'è ancora molto?
Un momentino - risponde il pasticcere - vedrà, vedrà che lavoro.
Dopo un'altra oretta, «il lavoro» è finito. Si tratta di un enorme uovo di cioccolata ancora diviso in due parti, come le valve di una conchiglia.
Mamma, come è bello! - gongola Gigio. Poi, entra in uno dei due mezzi gusci dell'uovo, come una culla, si sistema bene e dice: - Ecco, io sono pronto. .
Allora il pasticcere e il suo aiutante prendono l'altro mezzo guscio e con molta cura lo sovrappongono al primo, come un coperchio. Gigio si trova improvvisamente avvolto da un buio profumato di cioccolata.
Ma, perbacco, non c'è aria!
Allora batte contro il guscio, e grida:
Aprite! Aprite!
Il pasticcere solleva il coperchio:
Che c'è? - chiede.
Gnocco! - risponde Gigio - c'è che qui si soffoca!
Oh, che distratto - si scusa il pasticcere - provvedo subito a fare un buchino nell'uovo!
Ecco, Gigio può respirare. Poi l'uovo viene avvolto in una grande carta stagnola con un buchino; sopra la carta stagnola viene posto un foglio crocchiante di cellofane, con un buchino, sopra il cellofane viene sistemato un artistico nastrone rosso senza buchino e sul nastrone rosso viene attaccato un biglietto, senza buchino, che dice: «Uovo con sorpresa per Rosy e Ino. Con i migliori auguri di Gigio ».
L'uovo viene quindi caricato sul portapacchi di una bicicletta e il pasticcere dice al garzone:
Senza perdere tempo., porta quest'uovo a Ino e a Rosy.
Sissignore - rispondé il garzone e se ne va.
Dentro all'uovo Gigio è tutto contento. Dagli ondeggiamenti che subisce, comprende che il garzone sta pedalando di buona lena. Gli giungono anche, remoti e ovattati, i rumori della strada, lo scampanellio dei tram, il clacson delle auto, le parolacce che si scambiano automobilisti e pedoni.
La corsa cessa di colpo: Gigio, sbatte col naso contro la parete dell'uovo ma si consola leccandosi i baffi che sanno di cioccolata.
Mamma, che frenata - esclama.
L'immobilità continua.
Saremo fermi a un semaforo - pensa Gigio. - Ma quanto dura il rosso?
Ahimé, il povero Gigio non sa che il garzone si è fermato a vedere uno spettacolo di burattini all'aperto. Stanno rappresentando, con grande spreco di bastonate: Pulcinella maestro di piano della figlia di Alì, sultano delle isole Mammalucche ».
A un tratto la bicicletta si muove.
Oh, meno male! - si rallegra Gigio che comincia a sudare dentro all'uovo - ci muoviamo!
Ahimé, il povero Gigio non Sa che un ladro si è impadronito della bicicletta e ora sta pedalando come un fulmine, verso il suo rifugio. Il ladro è il famoso gatto Renatone, ricercato dalle polizie di 42 stati, noto per la straordinaria abilità nel rubare biciclette, figurine di calciatori e palline di vetro colorato.
Questa volta però Renatone, che è padre di 12 figli, ha mirato soprattutto all'uovo: pensa alla felicità dei suoi gattini e della sua sposa quando vedranno quel meraviglioso ovone.
Infatti l'ingresso del papà nella stamberga è accolto da un coro di miagolii di sorpresa e di esultanza.
Quei miagolii però giungono anche all'orecchio di Gigio che dapprima non si raccapezza ma poi,
quando intuisce di essere capitato per sbaglio in un covo di gatti, si fa piccino piccino, nella vana speranza che, una volta aperto l'uovo, non si accorgano di lui.
Figurarsi! I gattini smaniano per aprire l'uovo e vedere la sorpresa.
Pensa mamma, se ci fosse dentro un topo! - esclama Eberardo, il piu grandicello.
Macché topo - lo sgrida la mamma - non metterti in testa idee balorde! I topi costano!
Ci sarà dentro il solito porta chiavi!
Dai, dai, papà, aprilo! - gridano in coro i gattini.
Renatone, felice e paterno, alza la zampa per spaccare l'uovo, quando, zac, dall'uovo stesso spuntano due gambette (le gambette un po' stortine di Gigio) e l'uovo si mette a correre qua e là alla cieca, urtando contro spigoli e mobili.
Acchiappalo, acchiappalo! - gridano i gattini eccitati. Ma l'uovo è piu svelto di loro, infila la porta, rotola per le scale e scappa lungo la via, fra le grida dei pedoni e le frenate degli automobilisti.
Renatone, sua moglie, i dodici gattini, seguono in una corsa pazza quell'uovo con le gambe.
La circolazione si ferma, la gente si affaccia alle finestre, le guardie fischiano.
E al fischio delle guardie Renatone ordina il dietro front: meglio una Pasqua senz'uovo che in prigione!
Il corteo dei gattini ritorna mestamente verso casa proprio mentre due guardie riescono ad arrestare l'uovo. Vorrebbero multarlo, ma nel codice stradale non si parla di uova con le gambe e la voce.
E allora, per non avere grane, decidono di portare l'uovo al comando di polizia: deciderà il generale delle guardie. Ma il generale delle guardie ha altro da pensare: deve organizzare le ricerche per un certo Topo Gigio scomparso da casa. Davanti a lui, infatti, Ino e Rosy stanno piangendo e implorando che si faccia qualcosa, perché sono già le 14 e Gigio non è ancora tornato a casa.
Scusi, generale - dicono le due guardie abbiamo arrestato un uovo con le gambe.
Macché uovo con .le gambe, sono Gigio! - geme una vocetta soffocata.
Non ho tempo di sentire queste storie! - urla il generale.
Ma signor generale; l'uovo è Gigio, è lui!
L'abbiamo riconosciuto dalla voce e dalle gambe un po' stortine! - urlano Ino e Rosy.
Volete sapere come è andata a finire questa storia? Be', è facile: è finita con un bel pranzetto pasquale, presenti Gigio, Rosy, Ino, e il generale delle guardie invitato per l'occasione e rivelatosi ospite amabile e compitissimo.
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