Auguri di Buona Pasqua

La giustizia del Signore
La Gallura è quella parte della Sardegna che si protende verso la Corsica, tutta fatta di valli e pianori, con grandi rocce di granito, tanti alberi di sughero, tanti pascoli. Se ne andavano, dunque, per la Gallura due viandanti senza bisaccia e senza viveri e verso sera arrivarono a uno stazzo, dove abitava un povero pastore.
Fuori della capanna la moglie del pastore lavava alla fontana i suoi due bambini, che ridevano contenti, mentre il cane si divertiva agli spruzzi.
Il pastore venne fuori a riceverli con un gran sorriso sulla faccia buona.
Dateci da bere - disse il più giovane dei viandanti.
Il pastore diede loro del latte fresco e li invitò a riposarsi.
Poi, sentito che andavano lontano, li invitò a desinare, anzi ammazzò una pecora per loro e la fece arrostire.
L'indomani regalò loro il resto della carne e disse: - Se andate verso i monti, passate da zio Efis; lui si che è molto ricco, ha molte pecore e molti servi. Potrà essere piu generoso di me che sono povero.
I due viandanti salutarono la felice famigliola e si incamminarono.
Verso sera arrivarono allo stazzo di zio Efis. Più che uno stazzo era quasi un palazzotto, con i suoi muri, le inferriate, le stalle.
Si sentivano cani abbaiare, voci di uomini che altercavano, grida di donne e pianti di bambini.
Qualcuno buttò da una finestra una stoviglia che si fracassò su di una pietra.
I due bussarono alla porta. Venne ad aprire una serva, diede uno sguardo ai due e disse: - Se il padrone non vi conosce non vi darà ospitalità. - E chiuse loro la porta in faccia.
Il viandante più giovane tornò a picchiare. - Picchiate e vi sarà aperto! - era solito dire.
Si affacciò un servo. - Proprio stanotte che la casa è per aria!
Il padrone ha bastonato la padrona e la padrona se la prende coi bambini e coi servi...
Va a vedere se il tuo padrone ci dà ospitalità! - disse il viandante. - Il servo andò via, ma non tornava mai. Allora il giovane picchiò una terza volta. Questa volta venne zio Efis in persona, rosso in viso per la collera, con un bastone in mano e con un cagnaccio al fianco.
Se non smettete di picchiare, vi farò assaggiare questo - sbraitò agitando il bastone. Il cane ringhiò, quasi volesse avventarsi sui due.
La porta fu sbattuta con violenza. Il più vecchio dei viandanti si era tirato prudentemente da parte; il più giovane non disse parola ma, mentre si allontanava, passò davanti a uno stabbio vuoto e vi gettò dentro le ossa della pecora che il pastore povero aveva ammazzato.
Subito, da quelle ossa gettate sul terreno, sorse un gran numero di pecore grasse, tanto che lo stabbio ne fu pieno.
Perché fai questo? - chiese il vecchio - Non hai dato niente al povero che ci ha ospitato e accresci la ricchezza di questo cattivo?
La ricchezza è la sua maledizione! - disse Gesù. Poiché il piu giovane dei viandanti era Gesù e il piu vecchio il suo apostolo Pietro; erano in giro per il mondo in cerca di uomini di buona volontà.
| < Prec. | Succ. > |
|---|




