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24 Maggio
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Racconto - Un delicatissimo piacere nel dare: Matilde Serao

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Racconti di Natale per le feste di Natale





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Racconto sul Natale

Natale a Napoli

«Un delicatissimo piacere nel dare»






1905





Tutto per Natale












Infine, si va approssimando a noi quel simpatico periododell' anno, che i francesi chiamano, con frase molto efficace, la trève des confiseurs; essi vogliono indicare, con queste parole zuccherine, quei giorni che passano, fra il quindici dicembre ed il sei di gennaio, tempi in cui si dà tregua ad ogni noia, ad ogni disgusto, ad ogni preoccupazione, per abbandonarsi alle tenerezze natalizie e di Capodanno tenerezze, che sono rappresentate da' doni, principalmente, e i doni sono principalmente rappresentati dai dolci; dunque, trève des confiseurs, tregua dei confetturieri, cioè riassunto delle affettuosità annuali, troppo dimenticate e troppo trascurate, in una somma breve e intensa di affettuosità.
I francesi hanno usi leggermente diversi dai nostri, perché essi, imitando i tedeschi, fanno l'albero e non fanno il presepe, mentre da noi, nelle province meridionali:
il presepio gode assai più grande popolarità.
I bimbi francesi mettono la scarpettina sotto il camino, la vigilia di Natale, e i nostri bimbi mettono una calzetta, la notte dell'Epifania.
Il colmo dei doni francesi si riunisce nel giorno di Capodanno, giorno più o meno fatale, secondo la capacità delle borse, mentre, da noi, i doni alle persone grandi si usano poco, e non hanno un giorno ben determinato.
Ed è quest'ultimo costume, che dovrebbe affermarsi più largamente tra noi: vale a dire, che ognuno, nella misura del suo affetto e dei suoi denari, doni qualche cosa alle persone che ama. Non solo i bimbi sono felici di avere dei doni, ma tutti, più o meno, abbiamo un delicato piacere nel ricevere, un delicatissimo piacere nel dare. ...
Il bimbo Gesù viene pure pei grandi, ed è apportatore di consolazione, di amore e di benessere; e se il Capodanno è una data, un po' triste pei grandi, perché non rallegrarla, con qualche dono genrile?
Il valore, poco importa, ma l'uso delle strenne da Natale a Capodanno, dovrebbe diventare più largo fra noi: procurare una gioia, anche fugace, alle persone che noi amiamo, non è, infine, fare un dono anche a noi stessi?
Sorridere di un sorriso, quale cosa ineffabile! ...

Il dono: quel che si deve donare.
Dono semplice, privo d'immaginazione e sbrigativo: un vestito.
Si può dare a una mamma, a una sorella, a una moglie.
Dono di mediocre effetto, accolto con freddezza dissimulata.
Le donne non amano i regali che si consumano.
Dono utile, leggermente fantasioso nella forma e spesso superfluo: un ombrellino, un manicotto, un boa di piume.
Si dà, idem, a persone femminili di famiglia, talvolta, a persone femminili molto intime, ma fuori famiglia.
La differenza è che l'ombrellino per donna, in casa, costa diciotto lire per donna, fuori di casa, centoventicinque.
Dono pratico, meditato da lungo tempo: un servizio di piatti, di bicchieri, di tazze, che il marito offre alla moglie.
Era necessario, da tanto tempo! Ma la moglie fa una smorfia agrodolce.
Dono elegante, fine, squisito: un orologetto da tavolino, un piatto d'argento per lettere, col coltellino attaccato per aprirle, una lampadina inglese, ecc.
Si può offrire a n' amica tenera, a una con cui si flirta.
È bene accolto, se la persona è fine.
Dono pericolosissimo: un calamaio artistico, una cartella di cuoio impresso, una penna d'oro, un buvard in istoffa antica.
A qualunque donna facciate questo dono, essa lo adoprerà contro di voi.
Dono sentimentale: fiori rari e freschi.
Alla donna che amate. Ma non dimenticate di offrirglidi in un vaso di maiolica antica, o in un'anfora di Boemia; giacché le donne sono come Calcante: trop de fleurs!
Dono dolce e fugace: dei dolci. Alla donna amata. Ma, come sopra, in una bomboniera di Satzuma, o in una tazza di Sèvres, o in una coppa d'argento antico.
Dono individuale; una tabacchiera alla nonna, un rosario alla zia monaca, un paio di occhiali montati in argento all'altra zia, una borsa alla mamma.
È sempre messo a buon interesse, questo dono!
Dono raro: cercare quello che più piace e che meno è possibile di trovare, per la donna amata.
Ebbene, dopo grande fatica, molto denaro e grande speranza, la donna amata, ottenuto il dono, resta delusa: e non arriva a nascondere la sua delusione.
Voi, siete delusissimo.
Dono come, volgare, che tutti possono fare, che tutti fanno: un gioiello, ricco o semplice, bello o bruttu.
Tutte le donne più fini, più eleganti, più sentimentali, lo accolgono con entusiasmo!
(Queste idee sono esposte per chi può ed ama spendere: e i doni debbono esser destinati a persone ricche e di buon gusto.
Parlerò poi dei doni più semplici e dei semplicissimi).
Legature antiche: cercando bene, dagli antiquari, si trovano dei bei pezzi di stoffa antica, di cui si possono fare legature di libri, stracciacarte, astucci per musica, e via via. Vasi e mobili: piccoli mobili inglesi di stile Liberty, cioè tavole, scansiette, scaffali, vetri veneziani, piccolo cornetto in argento, con le iniziali incise, per attaccarlo nel coupé e mettervi dei fiori, orologio da carrozza.
Ceramiche d'arte: vasi, piatti, bomboniere, delle più importanti fabbriche italiane, ma di quelle che riproducono esattamente lo stile antico.
Sacchi e sacchetti: in istoffa antica, sacchetti pel ventaglio, per l' occhialino,
ecc. Oggetti d'arte: una incisione antica, un bronzo, una miniatura antica, una statuetta di Tanagra. Ninnoli eleganti: stecca montata in oro: porta odori montato in oro o in argento; borsetta a maglie di oro: pomo e punte di oro, per ombrellino; orologio da scrittoio; paralume con incisioni antiche; ventaglio: ricami di fantasia.
Oggetti pratici: téte-à-téte di porcellana di Sassonia o giapponese antico; paravento artistico; tavolino dell'Impero; specchio con cornice di argento; copripiedi di ricamo antico; ventaglio antico; guarnizione di bottoni o di fibbie antiche, per vestito.
Regali alle persone che hanno tutto: marmitta montata in argento, per portare il brodo in tavola; guarnizione di toilette in argento o in vermeil; piccolo cane di razza giapponese, di razza purissima, difficile ad avere; catena d'oro, con pietre fine, lunga un metro e cinquanta; vetri antichi o vetrerie eseguite sovra ordinazioni, da un artista, con le armi di famiglia e che servono per le finestre della stanza da pranzo, della stanza da toilette: tutte le partizioni delle opere di Wagner, legate all'antica tedesca; collezioni di autografi rari, in un casellario; servizio da scrittoio, per carrozza; lampada elettrica per il coupé: disegni originali di artisti conosciuti; miniature del secolo decimottavo, vaso di Venezia antico, con orchidee; bonboniere Luigi XIV o Luigi XV, con dolci francesi o russi; orologio a svegu.a, antico, inglese, pendule de Westminster; piccolo orologio minuscolo, per portare all'occhiello e che rimpiazza il braccialetto-orologio; pelle di daino, montata con seta, per il viaggio, molto pratica per evitare il contatto con le lenzuola di albergo.
A bambine fortunate: spillo col nome con perle fine; anello con rubino; portafortuna di oro o di argento; piccolo sacco da viaggio; piccola poltrona di giunco dipinto;
tavolinetto da lavoro.
A ragazzi fortunati: oggetti diversi con luce elettrica; busta di oggetti per bicicletta; orologio; taccuino: calamaio; carta da lettere; apparecchi fotografici; bel temperino; bastoncino; scatole con collezioni varie per esperienze di fisica, di chimica,
per costruzioni.
Ciò che si regala a innamorate, a fidanzate.
Innamorate che debbono tenere segreto il dono.
Grande medaglione di cristallo montato in argento, con fiore simbolico, dentro; cuoricino d'oro, che si apre a medaglioncino: medaglino d'oro o argento dorato, da sospendere; ditale di argento, ventaglietto per teatro; pettinessine con strassi;
ferma chignon di vera tartaruga o di pastiglia; penna di avorio; ogni specie di piccoli portafortuna, di argento; scatola di profumeria; scatola di carta da lettere; bigliet-
to elegantissimo di augurio.
Sono doni molti modesti, ma cari, a cui l'innamorata può assegnare un'altra origine.
Innamorate, che possono mostrare il dono, poiché i genitori sono favorevoli all'amore. Catenina d'oro con crocetta; cintura di pelle con borsetta sospesa; en-cas con manico di argento; tour de cou di pelliccia; sciarpa di seta chiara, per metter sulla testa a teatro; manicotto; nécessaire da lavoro e nécessaire da scrittoio; ventaglietto; catena d'argento, per sospendere le lenti o il ventaglio; lenti di tartaruga (se è miope): anellino a catena, di oro, senza pietre; fazzolettini di seta, ricamati a fiori (mezza dozzina); portafazzoletti di seta dipinta.
Tutti questi doni costano dalle dieci alle trentacinque o quaranta lire, non oltre.
Fidanzate che non pretendono molto e con cui il matrimonio è ancora lontano. Anellino di oro con qualche perlina; braccialetto di oro, con un campartelluccio sospeso; orologetto di argento bruciato o di acciaio, con cifre rilevate di oro; piccolo nodo di amore di oro e smalto, per sospendere l'orologetto sul petto; catena di argento con lapislazzoli, per sospendere le lenti; orecchini di granate e
perle; spilloni di argento per cappelli, uno meno di due, ma eleganti; sei forcinelle di tartaruga bionda; un buvard di cuoio impresso o di stoffa antica; libro da messa, legato in avorio e argento.
Doni che cominciano da venti lire e che si accostano, ma non oltrepassano, le sessanta.
Fidanzate, molto chic e con cui il matrimonio è imminente.
Enorme cuore d'oro, inglese, a medaglione, con trifoglio di turchese, in un lato; plaid da viaggio, venuto da Londra; anello con grossa perla e grosso brillante; libro da messa, legato in pergamena antica e tutto alluminato; portabiglietti di argento bruciato, disseminato di perle; broche con figura di medaglia; braccialetto gourmette, scintillante di gemme; borsa in peau d'antilope, ricamato di acciaio; sacco con ventaglietto di teatro; tour de cou di volpe russa; sei fazzoletti, con bordo di merletto antico; penna in oro; chatelaine con vari gingilli sospesi, di oro; fascio di portafortuna, di oro, sospesi ad un anello d'oro; tre piccoli fili di perle. È inutile parlare del prezzo!



















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