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24 Maggio
2012    
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Racconti di Natale di F. Chiesa - Novena di Natale

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Storie di Natale


di F. Chiesa - Novena di Natale













Buon Natale






Novena di Natale

linea fiori

La nostra casa era umile e meschina e forse gli angeli venivano volentieri in essa, appunto perchè era la casa più umile e meschina. Nelle sere della Novena, all'imbrunire, le campane squillavano; e gli angeli, a ogni squillo, sollevavano i dolci occhi che splendevano come stelle. Nel bosco intanto si addensavano le ombre. Il fienile, i pagliai e le capanne di graticcio non erano che punti neri nell'uniforme biancore della neve: e punti neri, erano i grandi alberi solenni, i quali, scossi dal brivido delle campane, oscillavano un poco; e una melodia tenue, come di innumerevoli arpe, ondeggiava su per la montagna.
Cosi, accanto al fuoco, noi attendevamo il padre che venisse dal lavoro. Egli tornava dal lavoro a due ore di notte; prima di entrare batteva i piedi perchè la neve si staccasse dai panni e dalle scarpe. Noi correvamo ad aprire. Egli diceva: - Buonasera. E noi: - Buonasera; e dietro le nostre spalle ripetevano lo stesso saluto gli angeli.


I Pastori



Vangelo di S. Luca




E se ne vennero in tutta fretta e trovarono Maria e Giuseppe, e il Bambino giacente nella mangiatoia. E poi che l'ebbero veduto, fecero conoscere quanto era stato loro detto di quel Bambino. E tutti quelli che li
udirono, si meravigliarono delle cose riferite dai pastori. Maria, dal canto suo, riteneva in sè tutte queste cose, e le meditava nel suo cuore. E i pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto ciò che avevano udito e veduto, come era stato loro detto.














Campane di Natale
di F. Chiesa




Senti! suonano il primo segno della Messa....Infatti veniva giu dal camino un suono dolce e confuso, che nemmeno pareva di campane. Pareva, momenti, un ronzare, un rombare, come quando, di primavera, le api erompono dalle arnie... Pareva il chiacchierio d'una grande acqua limpida che traversasse le serene pianure del cielo... o no: era un rumorìo piu minuto, piu argentino: tutte le stelle s'eran messe a tremare, a fremere di gioia, e riusciva quell'infinito formicolio di voci...
Né di quella notte ricordo altro. Mi pare (od è un sogno?) che il babbo mi prendesse in collo e mi portasse via. Mi pare che la mamma mi traesse gli abiti, lasciandomi io fare, inerte come morto.
Poi, forse, si chinò su di me; e quel po' d'alito bastò a spegnermi tutto.

lampadine



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