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Giovedì
24 Maggio
2012    
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Racconto di Hans Christian Andersen: La bambina dei fiammiferi

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Racconti di Natale per le feste di Natale





Raccolta di Racconti di Natale di Grandi Autori, Racconti sull'albero di Natale, Racconto sui Re Magi, Racconto di Babbo Natale.
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Buon Natale
divisorio



La bambina dei fiammiferi

























Faceva un freddo tremendo; nevicava, e saliva la buia notte; era anche l'ultima sera dell'anno, la vigilia di Capodanno. In quell'oscurità e con quel freddo, una bambina povera camminava per la strada, col capo scoperto e i piedi nudi; a dire il vero, aveva le pantofole quando era uscita di casa; ma a che servivano!
Erano pantofole enormi, che fino a poco tempo prima usava sua madre, erano larghissime, e la piccola .le aveva perdute attraversando in fretta la strada, mentre due carri passavano a corsa pazza; una non si trovò più, e un ragazzo era scappato via con l'altra, dicendo che ne avrebbe fatto una culla per quando gli fossero nati dei bambini.
La bambina camminava ora coi piedini nudi, che eran rossi e bluastri dal freddo; nel vecchio grembiulino portava una quantità di fiammiferi, e un mazzetto ne teneva in mano, andando; nessuno, però, quel giorno, aveva comprato niente da lei, nessuno le aveva dato un soldino; e camminava infreddolita e affamata, con un'aria così avvilita, poverina!
I fiocchi di neve le cadevano sui lunghi capelli biondi, che s'inanellavano sulla nuca in un modo molto grazioso; ma davvero, lei non pensava a questa sua leggiadria.
Le finestre erano tutte illuminate e per la strada si sentiva un odore squisito di oca arrosto: infatti era la vigilia dell'anno nuovo, e lei proprio a questo pensava.
Andò a sedersi in dn angolo tra due case, di cui una sporgeva sulla strada piu dell'altra; teneva le gambette rannicchiate, ma sentiva ancor piu il freddo, e a casa non osava tornare, perché non aveva venduto neppure un fiammifero, non aveva guadagnato un soldo; suo padre l'avrebbe battuta, e del resto anche a casa faceva freddo; non avevano che un tetto sulla testa e ci fischiava il vento, benché avessero infilato paglia e stracci nelle fessure piu larghe.
Le manine erano quasi intirizzite dal freddo. Ah! un fiammiferino le avrebbe fatto bene! bastava che ne tirasse uno fuori dal mazzetto e lo sfregasse contro la parete, per scaldare le dita. Ne prese fuori uno e: ritsch! Che fiammata fece, e come ardeva! Mandava una luce chiara e calda come una piccola candela se la proteggeva con la mano; era una strana luce.
Alla bimba sembrò di essere seduta davanti a una grande stufa di ghisa, adorna di pomi d'ottone e con uno sportelletto anche di ottone; ah! come riscaldava la dolce fiamma del fuoco!
No, ma cosa succedeva? La piccola stava per protendere i piedi per riscaldare anche quelli, ma la fiamma si spense. La stufa spari, ed essa si ritrovò seduta in terra, con un pezzettino di legno bruciato in mano.
Ne accese un secondo, che arse e rischiarò; quella parte del muro dove la luce cadeva, divenne trasparente come un velo; essa guardò nella stanza, dov'era una tavola apparecchiata con una tovaglia candida e porcellane fini, e un'oca arrosto, farcita di prugne e mele, fumava deliziosamente! Ma ecco, cosa piu straordinaria ancora, l'oca salta dal piatto e ruzzola sul pavimento con coltello e forchetta conficcati nel dorso, esi mette a camminare fino alla povera bambina; ma in quel momento il fiammifero si spense, e davanti ai suoi occhi non rimase che il gran muro freddo.
Ne accese un altro. Allora come per incanto si trovò seduta ai piedi dell'albero di Natale, il piu bello che si possa immaginare; ancor più grande e più adorno di quello che aveva visto l'anno prima, dalla porta a vetri del ricco droghiere; innumerevoli candeline splendevano sui rami verdi, e immagini variopinte, uguali a quelle che adornavano le vetrine dei negozi, la guardavano dall'alto.
La piccola tese le manine verso di esse, ma il fiammifero si spense; tutte le candeline di Natale salirono in alto, sempre più in alto, ora erano diventate stelle luminose; una cadde, lasciando un lungo solco di fuoco nel cielo.
Adesso c'è uno che muore! - disse la bambina, poiché la vecchia nonna, la sola persona che era stata buona con lei, ma ora era morta, le aveva detto:
«Quando cade una stella, un'anima sale a Dio!»
Essa sfregò contro il muro un altro fiammifero, che rischiarò tutt'intorno, e in quella luce abbagliante apparve la vecchia nonna; aveva un'aria cosi dolce, radiosa e buona!
Nonna! - gridò la piccola, - portami con te! lo so che appena il fiammifero si spegne, tu sparisci, come la stufa calda e la bella oca arrosto e il santo, albero di Natale! - e sfregò in fretta il resto dei fiammiferi del mazzo, per trattenere la nonna; e i fiammiferi arsero con tal bagliore, che .l'aria fu più chiara che in pieno giorno.
Mai era stata così bella la nonna, né cosi grande; ed ella sollevò la bambina nelle sue braccia ed entrambe, risplendenti e felici, volarono in alto, sempre più in alto, dove non c'era più il freddo,
la fame, l'angoscia, accanto a Dio!
Nell'alba fredda, all'angolo tra due case, sedeva una bambina con le guance colorite e il sorriso sulle labbra: morta, morta assiderata nell'ultima notte dell'anno. Il mattino dell'anno nuovo era sorto sulla morticina, che teneva ancora in mano i fiammiferi, di cui un mazzetto era quasi tutto bruciato.
Ha cercato di scaldarsi! - diceva la gente; ma nessuno sapeva le belle cose che lei aveva visto, e in quanto splendore, insieme alla vecchia nonna, lei era entrata nella gioia dell'anno nuovo!


Racconto di Hans Christian Andersen: La bambina dei fiammiferi
 

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