Usanze e Tradizioni di Natale


Il presepe
A Natale tutta la famiglia Calice era solita ritrovarsi attorno a una bella tavola imbandita dove non. potevano mancare, per nessun motivo al mondo, le leccornie tradizionali: spaghetti alle vongole, capitone, baccalà fritto, insalata di rinforzo e struffoli conclusivi.Tutti erano in attesa di nonno Mariano e nonna Filomena che ogni anno trascorrevano le feste della figlia e che, per tradizione, dovevano regalare ai nipoti i Re Magi.
Vicino alla porta, al suono del campanello, Fulvio, i tre fratelli, in fila indiana, erano pronti alla domanda: Nonno, quest'anno quanti Re Magi hai comprato? Sì, perché il nonno molto distratto, spesso sbagliava a comprarli e due anni prima era riuscito addirittura ad acquistarne cinque: due dei quali finiti:fare i cavalieri solitari, su una collinetta del presepe.
Antonio amava tantissimo il Natale, un po' perché finalmente poteva starsene tranquillo a casa senza scuola, ma soprattutto perché con papà Giuseppe e fratelli allestiva il presepe.
In casa Calice, come d'altronde in tutte re case napoletane, il presepe è un culto.
Si comincia a prepararlo già a fine novembre. Si va a S. Gregorio Armeno, conosciuta a Napoli, ma un pò in tutto il mondo, come la strada dei pastori di tutte le grandezze, ponti, fontane, pozzi, ceste piene di frutta, verdure e pesci.
È tutto uno scintillio di colori. Una vera gioia per gli occhi dei visitatori.
Il padre di Antonio già a metà novembre tornava a casa con il sughero per le montagne ed il legno per l'impalcatura. Dava ordini un po' a tutti e i tre fratellini facevano a gara per accaparrarsi il ruolo più importante, l'aiuto maestro, cioè colui che poteva dare qualche consiglio su come sistemare il sughero e i pastori. .. I lavori duravano più di un mese tra risate, litigi, urli della mamma stufa di rigovernare le camere sporche di gesso e di pittura.
Che gioia, comunque, quando tutto era pronto e si accendevano le luci! Il paese della fantasia era..divenuto reale con i personaggi che sembravano pronti a parlare, dialogare, camminare, insomma pronti a vivere.
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