Racconti sul mese di Dicembre

Auguri di Buon Natale
Si era ai primi di dicembre
Si era ai primi di dicembre. Gelava.
Il tempo erà chiaro, appena velato da unà leggera bruma all'orizzonte. Dal cielo grigio, pallido, uniforme, cadeva una luce bianca e dolce come filtrata attravecso un immenso velo
Dicembre regnava sopra ogni cosa, con la sua brina. i suoi grigiori, il suo grave silenzio.
Una crosta di ghiaccio coronava la cresta dei solchi, simile a una schiuma bianca. Il gelo irrigidiva e rendeva scricchiolante l'erba secca, quasi bruciata che tappezzava la scarpata della ferrovia e i prati.
Un volo di corvi saliva dalla terra al passaggio del treno e si spandeva pesantemente
nel cielo, come una nuvola...
Il treno filava in quello scenario malinconico, lanciava una valanga nevosa di fumo bianco, e qualche volta un lungo sibilo acuto che trapassava le solitudini.
Il tempo erà chiaro, appena velato da unà leggera bruma all'orizzonte. Dal cielo grigio, pallido, uniforme, cadeva una luce bianca e dolce come filtrata attravecso un immenso velo
Dicembre regnava sopra ogni cosa, con la sua brina. i suoi grigiori, il suo grave silenzio.
Una crosta di ghiaccio coronava la cresta dei solchi, simile a una schiuma bianca. Il gelo irrigidiva e rendeva scricchiolante l'erba secca, quasi bruciata che tappezzava la scarpata della ferrovia e i prati.
Un volo di corvi saliva dalla terra al passaggio del treno e si spandeva pesantemente
nel cielo, come una nuvola...
Il treno filava in quello scenario malinconico, lanciava una valanga nevosa di fumo bianco, e qualche volta un lungo sibilo acuto che trapassava le solitudini.
Dicembre
All'arrivo dei primi freddi, ognuno si è cercato un comodo rifugio in tane rivestite di tiepida paglia o sotto qualche grosso sasso, o, addirittura, sotto terra, dove aspetteranno. in un placido sonno, di essere risvegliati dal caldo soffio della primavera.
Sulle alte montagne, le grosse e baffute marmotte si sono scavate profonde tane che hanno rivestite di fieno profumato, e l'uomo, se le vorrà trovare per impadronirsi della loro soffice pelliccia e del grasso
prezioso che fa bene ai dolori delle ossa, dovrà scavare, rompere difese e muricciuoli, e le troverà, abbracciate a due a due, in fondo a lunghi cunicoli.
La tartaruga si è nascosta sotto un cumulo di sassi ritirandosi nella corazza, e soltanto a marzo rimetterà fuori il suo muso di vecchia grinzosa.
E le serpi, arrotolate sotto una pietra, aspetteranno, per ridestarsi, che il sole di primavera scaldi il loro sangue intorpidito. E cosi le lucertole e i ramarri e cosi le chiocciole, che hanno addirittura murato l'uscio della loro casetta e non voglion più aver rapporti col mondo fintanto che il sole di aprile non picchierà.
E staranno lunghi mesi senza mangiare.
E respireranno appena, lenti lenti, appena un filo d'aria che li tenga in vita.
Quando si addormentarono, erano grassi e ben asciutti; si sveglieranno magri da far paura, ma quella provvista di grasso è stata utile durante i lunghi mesi di letargo!
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