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Giovedì
24 Maggio
2012    
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David Copperfield di Dickens - Immagini lontane

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da David Copperfield
di Dickens -
Immagini lontane

L'autore rievoca, per mezzo del protagonista di un suo romanzo, David Copperfield, i ricordi della sua prima infanzia descrivendo, con particolare sensibilità, immagini e luoghi come apparivano ai suoi occhi di bambino. Non c'è un ordine logico nel racconto, proprio come capita quando tornano alla mente ricordi lontani; ma  risultano legati al medesimo filo delle emozioni infantili la mamma e la domestica chine sul bambino che muove i primi passi, la vecchia casa com'era sul finire dell'estate: il giardino e le farfalle,. ancora la mamma intenta a cogliere la frutta e il bambino che ne ruba un po'; improvvisamente l'inverno e l'ora del crepuscolo; infine, di nuovo, la mamma che si riposa, mentre il figlio la guarda e ne ammira la grazia e la bellezza.





da David Copperfield

di Dickens -
Immagini lontane





I primi oggetti che assumono davanti a me un aspetto distinto  mentre guardo lontano nel vuoto della mia infanzia, sono mia madre coi suoi bei capelli e la figura giovanile, e Peggotty che non aveva affatto figura, e gli occhi così scuri che parevano annerirle sul viso tutti i loro dintorni, e guance e braccia così sode e rosse che mi chiedevo come mai gli uccelli non le beccassero a preferenza delle mele.

Credo di ricordarmele tutte e due separate, a qualche distanza, impicciolite ai miei occhi perché chine o inginocchiate sul pavimento, e io che cammino malcerto dall'una all'altra.
Ho in mente un'impressione, che non so distinguere da un vero ricordo, del contatto dell'indice di Peggotty com'essa soleva tendermelo, e so ch'era reso scabro dall'ago, come una minuscola grattugia da noce moscata...
E ora vedo l'esterno della nostra casa, con le finestre ingraticciate delle camere da letto, spalancate perché entri l'aria odorosa, e i vecchi nidi di cornacchia sbrindellati ancor dondolanti sugli olmi in fondo al giardino davanti alla casa.
Ora sono nel giardino retro stante, di là dal cortile dove stanno la colombaia e il canile una vera riserva di farfalle, come lo ricordo, - con un alto steccato e il cancello e il catenaccio; dove la frutta sovraccarica le piante, matura e ricca come non è stata mai più in nessun altro giardino, e dove mamma ne raccoglie in una cesta, mentre io aspetto accanto, ingozzando furtivamente  uvaspina e cercando di avere un'aria immobile.
Si leva un gran vento, e l'estate scompare in un attimo.
Stiamo giocando nel crepuscolo d'inverno, ballonzolando per il salotto.
Quando la mamma è senza fiato e si riposa su una poltrona; io la guardo avvolgersi alle dita i riccioli splendidi, e drizzarsi sulla vita, e nessuno sa meglio di me che è contenta di star cosi bene e orgogliosa di essere tanto bella.

David Copperfield di Dickens - Immagini lontane
 

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