
Racconto sull'autunno - di R. Salten -
Cadono le foglie
Un continuo mormorio, un sussurro continuo correvano per il bosco: parole di congedo delle foglie, che cadevano dai cespugli e dagli alberi.
Una volta avevano frusciato, sotto i colpi della tempesta, avevano cantato il cantico della loro forza vitale, sotto il venticello che le agitava, un cantico con molte strofe: dal tenero sussurro allo stormire cupo e doloroso.
Quando germogliavano sotto l'invito e il bacio del sole primaverile, erano d'un verde pallido, quasi giallo, come il cielo all'inizio del giorno.
Saldamente attaccate ai rami, ai ramoscelli sottili, ai virgulti oscillanti, si sarebbe detto che dovessero essere eternamente giovani.
Poi, percorse dal succo nutritivo, crescevano e diventavano d'un verde più intenso. Alcune avevano il rovescio argenteo, velato da una deliziosa peluria bianca; altre erano vigorose e lisce, molte mandavano un odore gradevole...
Ora lo smalto era sparito, svanito l'aroma, scomparsi i superbi colori.
L'età toglieva ad alcune la luminosità argentea, ad altre la levigatezza compatta.
Ora erano secche, senza forze, raggrinzite.
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