Poesia sull'autunno
di Ardengo Soffici
Autunno
L'autunno fruttifero sfolgorava tutt'intorno per i campi. Il sole, non più bollente ma luminoso come d'estate, scendendo a perpendicolo tra ramo e ramo, si distendeva sulle stoppie sbiancate brillanti di guazza, lungo le prode erbose, sui terreni:lavorati che s'accendevano di bagliori subitanei d'ocra e di lavagna.
Di mezzo ai filari ancora carichi d'uva maturata bianca e nera, giungevano confusi
o più distinti, le voci dei vendemmiatori, le risa dei bambini, il ticchettio dei roncoli o delle forbici, che tagliavano i grappoli con un colpo breve e secco; apparivano visi rubicondi di donne, lembi di vesti, panieri e bigonce: s'intravedeva, una coppia di buoi candidi e potenti che aggiogata al carro vermiglio tutto grondante di mosto si allontanava ondeggiando fra i pampani, in silenzio, o con un muglio accorato ogni tanto, che echeggiava cupamente nella immensa limpidità della terra e del cielo.
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