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Imparai per amore della mamma
di Matilde Serao
Soltanto per poter stare vicino alla mamma convalescente si decide a piegar la testa sul libri.
Ero una bimba grassa, grossa, con i capelli castani, duri e folti, che m'invadevano metà della fronte, una bocca rotonda sempre aperta alle risate, alle canzoni, agli strilli di gioia. Come tutte le bambine robuste, io non giocavo con la bambola, ma giocavo con la trottola; non sapevo passeggiare, ma sapevo correre, conoscevo tutti i galoppi e tutti i salti, dietro un cerchio, dietro una palla; le corse sfrenate nei viali dei giardini pubblici, per le stanze, tirandomi dietro quattro sedie; le capriole sopra i letti e sopra i tappeti: non avevo né grazia, né dolcezza; sembravo un maschiotto. Ma quello che più affliggeva mia madre, disposta a tuttoperdonarmi, salvo questo, era il mio orrore per qualunque studio, per qualunque occupazione.
« Perché non vuoi? » mi chiedeva la mamma.
« Perché lo studio non serve a nulla ».
« Chi te l'ha detto? ».
« Lo dico io».
« Resterai una ignorante ».
« Resterò una ignorante ». E me ne andavo, ostinata, orgogliosa, a lacerarmi i vestiti, scivolando sopra la rampa della scala...
Non imparai a leggere che a nove anni: mia madre era stata ammalata gravemente, in pericolo di vita; per molti giorni la casa era stata immersa rìella desolazione. ..
Me ne stavo dietro alla porta, con gli occhi spalancati e sgomenti.
Ma non piangevo, no, dominata da un grande spavento.
Poi la malata si riebbe; la convalescenza, la lunga lenta convalescenza, venne
e finalmente io potei entrare in camera.
Durante quella lunga convalescenza, docilmente, senza mormorare, pur di poter restare in quella camera chiusa, nella penombra, presso la mamma, la mia testa indocile si piegò sull'alfabeto; sulla sponda di quel letto di dolore imparai a leggere. Nei pomeriggi estivi che non finivano mai, da quella camera, usciva la mia voce che sillabava, ostinatamente, fino a sera, mentre, ogni tanto, da suoi guanciali, la mamma scrollava il capo, senza parlare, approvando.
Quando mia madre fu guarita, io leggevo velocemente, benissimo.
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