Dev'essere un poco come stare dietro il cancello d'un giardino seduta con l'abito bello a ripararsi il sole con l'ombrellino.
Tu non hai mai avuto tempo di far questo vestirti come una signora, tavoli bianchi di cristallo fra l'erba verde e un sole d'oro giallo.
Ora è accaduto che io sia più vecchio di te e ti vedo giocare alle signore
in quello strano giardino che si chiama Paradiso.
Se tu fossi qui con me ora mi dovresti ubbidire perché i tuoi giorni sono tutti consumati mia giovane mamma dal piccolo naso impertinente.
Il nostro sarebbe, come dire... un giuoco a madre e figlio, ma con le parti mutate.
Sarei adesso io a dire: basta con la cenere del bucato.
Togliti quello straccio bagnato che dovrebbe ripararti il ventre dal gelo della fontana.
Ti prego, vieni; un po' via dal buio della portineria.
Quando metti il cibo sul piatto non darmi la parte migliore non ti accorgi che stai arando il mio cuore?
Che strane cose possono accadere: il figlio di qua superi la madre in età.
La piccola mamma che sta nel grande giardino fiorito, chiuso da un verde cancello.
E sembra tornata bambina, col vestito più bello che abbia mai avuto.
Una graziosa macchia di colore. Finalmente può permettersi di giuocare alle signore.
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