
Racconto riguardante l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Un argomento non nuovo, sarà bene ricordare che la terribile eruzione avvenne durante l'impero di Tito
e che essa provocò la distruzione delle tre città che sorgevano ai piedi del vulcano:
Ercolano, Pompei e Stabia, completamente sepolte sotto la cenere.
La distruzione di Pompei
Da parecchi giorni la terra era scossa da un lieve terremoto; a un tratto le scosse
divennero pia violente. Una grossa nuvola nera di cenere, interrotta da lingue di fuoco, usciva dal cratere del Vesuvio e s'ingrandiva sempre più: discese dal monte, coprì i campi e giunse fino al mare.
La terra sprofondò. Donne, uomini, bambini fuggirono terrorizzati dalle loro case,
urlando, piangendo, invocando gli dei. Non si vedeva nulla: i fanciulli chiamavano la
mamma, le mamme i figli, i mariti le spose.
Sembrava giunta la fine del mondo.
Anche a Pompei si udi un terribile boato e sulla città sembrò scendere la notte.
Moltissimi si trovavano nell'anfiteatro ad assistere a uno spettacolo di gladiatori.
I cittadini, impazziti dal terrore, si riversarono sulla strada che conduceva al mare.
Alcuni riuscirono a salvarsi, altri si attardarono nelle loro case per prendere i gioielli
e il denaro. Di questi ultimi nessuno si salvò: morirono asfissiati dalle ceneri e dai
vapori ardenti. Pompei fu sepolta e cosi Ercolano e Stabia.
Gli scavi di Pompei
Dopo diciassette secoli, furono iniziati gli scavi per riportare alla luce Pompei.
Chi si reca oggi a visitarla, vede com'era una città al tempo di Roma antica: lunghe vie lastricate, il Foro, le terme, i templi. Ie case adorne di statue e affreschi, i colonnati, i giardini.
La vita a Pompei si è fermata, ma le rovine della città ci parlano ancora di
quel tempo antico.
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