
Si era sentito sciogliere, piano piano, tutto il giorno. Solo la sera, quando il sole se ne andò, cominciò a sentirsi meglio.
Comparve la luna.Ciao, piccolo - disse con una dolce voce. - Come ti chiami?
Mi chiamo Fedele - rispose il pupazzo. E rimase in attesa che anche i raggi d'argento della luna lo sciogliessero un po'.
Ma i raggi lunari non erano caldi e non accadde niente.
Luna! - chiamò il pupazzo.
Mi senti?
Sì, caro, dimmi.
Ecco, volevo chiederti aiuto.
Sono in pericolo: il sole mi sta sciogliendo. Non puoi fare qualcosa?
Ci fu uIjl attimo di silenzio.
Poi la dolce voce della luna disse:
Fedele, tu sei un pupazzo di neve, ma non puoi rimanerlo a lungo.
Hai un altro destino, ti scioglierai. ,.
Ma a me piace essere un pupazzo di neve - gridò
Fedele. - Non voglio essere qualcos'altro!
La luna non parlò più. Non parlò fino al mattino.
Allora chiamò:
Fedele, mi senti?
Sì, luna, ti sento.
Beh... io me ne vado. Forse oggi ti scioglierai e allora ti saluto, Fedele, ciao.
Luna! - gridò il pupazzo. - Luna, ti prego, aiutami. Voglio restare così per sempre.
Di nuovo ci fu silenzio, poi la luna disse:
Piccolo Fedele, sei fortunato e non lo sai.
Tu sei l'acqua, capisci? L'acqua che corre, canta, vola, che sale nel cielo, forma le nuvole, la pioggia, la neve e poi torna giù, sulla terra. Sei l'acqua, piccolo pupazzo. Sei l'acqua e non lo sai...
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