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25 Maggio
2012    
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I Tempestardi di Maria Grazia Bucceri

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Un tempo si viveva bene, la Terra girava tranquilla per il suo verso e noi lavoravamo in pace e tranquillità.
La Pioggia esercitava il mestiere di lavandaia: lavava le foglie degli alberi, le penne degli uccellini, le grandi strade del Mondo, la terra dei campi.
Suo marito Tuono, invece; doveva scoprire dove vi fosse maggiore necessità di sua moglie e là convocarla a gran voce, facendosi precedere o seguire dai gemelli, Fulmine e Saetta, che talvolta dovevano illuminare il lavoro: della - mamma.
C'era poi Vento, un giramondo, ma un lavoratore instancabile.
Portava da una parte all'altra i semi e il polline dei fiori, facendo nascere nuova vegetazione; scuoteva la polvere dai rami degli alberi; gonfiava le vele delle imbarcazioni e faceva increspare le onde del mare.
Un tipo simpatico, questo Vento, ma iracondo.
Un nonnulla lo faceva infuriare e allora sapeva combinare grossi guai.
E poi c'erano Grandine, allegra, scoppiettante e dispettosa e Neve, seria e
riflessiva fidaniata al signor Gelo.


I Tempestardi di Maria Grazia Bucceri
 

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