Racconto di Natalia Ginzburg

Negati per la musica
Mia madre sperava sempre che uno almeno dei suoi figli diventasse come suo fratello Silvio; un musicista: speranza che rimase delusa, perché tutti noi mostravamo, nei confronti della musica,
una sordità totale, quando cercavamo di cantare, eravamo stonatissimi: eppure tutti volevamo tentar di cantare, e la Paola, facendo al mattino la sua stanza, ricantava con triste voce di gatto i pezzi d'opera e le canzoni che aveva sentito da mia madre!
La Paola andava a volte con mia madre ai concerti, affermando d'amare la musica: ma i miei fratelli dicevano che in verità era tutta una finzione, e che non gliene importava nulla.
Quanto a me e ai miei fratelli, condotti per prova a qualche concerto, ci eravamo sempre addormentati e condotti all'opera, ci eravamo poi lamentati «di tutta quella musica che non lasciava sentir le parole». una volta, mia madre mi portò a sentire «La Butterfly».
Avevo con me il «Corriere dei Piccoli»: e lessi tutto il tempo, cercando di decifrar le parole alla fioca luce del proscenio, e tappandomi con le mani le orecchie per non sentire il frastuono.
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