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Giovedì
24 Maggio
2012    
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Leggenda sulla Befana: .. vien di notte con le scarpe tutte rotte..

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Leggenda sulla Befana

La Befana in volo sulla scopa












La leggenda sulla Befana...vien di notte con le scarpe tutte rotte



















Narra una leggenda popolare che i Re Magi, partiti dall'Oriente carichi di doni per il Bambin Gesù, attraversarono molti paesi prima di giungere alla capanna di Betlemme. Una cometa luminosa indicava loro il cammino, e in ogni luogo in cui passavano molta gente accorreva per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu soltanto una vecchina che, dopo aver deciso di partire, all'ultimo momento cambiò idea, rifiutando di seguirli con la scusa che quel giorno era troppo indaffarata. Quando però, l'indomani, pentita tentò di raggiungerli, i Magi erano già troppo lontani. Per questo la vecchina non vide Gesù né quella volta né mai.
Da allora, ogni anno, la notte tra il cinque e il sei gennaio, essa si carica sulle spalle un grosso sacco e, a cavallo di una scopa, vola sopra le case per distribuire ai bambini i doni che non ha potuto dare al Bambin Gesu.
Nella fantasia popolare la Befana è raffigurata come una vecchia benefica ma brontolona, con un fazzoletto legato sotto il mento, un sottanone rattoppato e le scarpe tutte rotte. Quando si introduce nelle case, scendendo giù dalla cappa del camino, per riempire le calze colorate che vi stanno appese, mette anche qualche pezzetto di carbone per i bambini «cattivi», ma sempre un dono per tutti, per i ricchi come per i poveri, per i buoni come per i meno buoni.
Sempre secondo la leggenda, durante quella notte, questo personaggio favoloso opera molti altri prodigi, grazie ai quali sembra che tutta la natura si arricchisca: gli alberi danno frutti fuori stagione, gli animali acquistano l'uso della parola e l'acqua dei fiumi e delle fonti si tramuta in oro.
Accanto a questo personaggio generoso, dispensatore di regali, la fantasia popolare ne ha creato anche un altro, che somiglia non più a una vecchina benefica, ma a una strega dai lineamenti sgraziati, la bocca sdentata e il naso adunco. In molti paesi, essa viene rappresentata da un fantoccio di cenci e stoppa appeso alla finestra, come si usava un tempo a Firenze e a Roma, oppure portato sopra un carretto fra risa, danze e schiamazzi e infine bruciato in piazza.
L'uso di dare il fantoccio alle fiamme si è mantenuto a lungo, specialmente in Toscana: la notte della Befana, prima di bruciare il  pupazzo, lo si porta di casa in casa, per domandare strenne e doni, accompagnandolo con canti detti befanate.
L'usanza di bruciare il fantoccio della Befana rappresenta probabilmente la sopravvivenza di qualche magico rito pagano, con cui, anticamente, i contadini volevano castigare l'inverno crudele che uccide i raccolti, impersonato appunto da un'orribile strega. Leggenda sulla Befana: .. vien di notte con le scarpe tutte rotte..
 

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