
Poesia di Trilussa
Demolizzione - Demolizione
Un luogo dove siamo vissuti, dove abbiamo trascorso un periodo più o meno lungo della nostra esistenza può restarci caro a lungo. Così Trilussa, rivedendo la casa ormai demolita della sua
infanzia, lì per lì sembra lasciarsi prendere dalla commozione.
Ma Trilussa è sempre Trilussa: ama lo scherzo, l'ironìa, la presa in giro anche di se stesso; e in quest' occasione, per non far la figura del sentimentale, di chi è troppo facile a intenerirsi, bruscamente ricorda che quella vecchia casa era si, per lui, bambino, «più bella d'un palazzo »... « Ma quanti sorci, quanti bagarozzi!»
Poesia di Trilussa
Demolizzione - Demolizione
Stanotte, ner rivede casa mia
mezza buttata giù, m'ha fatto pena.
Er mignanello se distingue appena,
le scale, la cucina... tutto via!
Tutto quer vòto de malinconia
illuminato da la luna piena
me faceva l'effetto d'una scena
d'un teatrino senza compagnia.
E, lì, me so rivisto da regazzo
quann'abbitavo in quela catapecchia
ch'era, per me, più bella d'un palazzo.
Speranze, dubbi, lagrime, singhiozzi...
quanti ricordi in una casa vecchia!
Ma quanti sorci e quanti bagarozzi!
Traduzione in Italiano -
Demolizione -
Stanotte rivedendo casa mia
mezzo demolita, ho provato pena.
Il terrazzino si distingue appena,
le scale, la cucina... tutto scomparso!
Tutto quel vuoto malinconico
illuminato dalla luna piena
mi faceva l'impressione di una scena
di un teatrino senza compagnia.
E mi sono rivisto lì da ragazzo,
quando abitavo quella catapecchia
Iche era, per me, più bella d'un palazzo.
Speranze, dubbi, lacrime, singhiozzi...
Quanti ricordi in una casa vecchia!
Ma quanti sorci e quanti scarafaggi!
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