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Giovedì
24 Maggio
2012    
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Home Poeti Classici Poesie di Trilussa Er congresso de li cavalli

Er congresso de li cavalli

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Un giorno li Cavalli,
stufi de fa' er Servizzio,
tennero un gran comizzio de protesta.
Prima parlò er Cavallo d'un caretto:
Compagni! Se vi séte messi in testa
de mijorà la classe,
bisogna arivortasse a li padroni.
Finora semo stati troppo boni
sotto le stanghe de la borghesia!
Famo un complotto! Questo qui è er momento
d'arubbaje la mano e fasse sotto!
Morte ar cocchiere! Evviva l'anarchia!
Colleghi, annate piano:
strillò un Polledro giovene
d'un principe romano
ché se scoppiasse la rivoluzione
io resterebbe in mezzo a un vicoletto
perché m'ammazzerebbero er padrone.
Io direbbe piuttosto,
de presentà un proggetto ne la quale...
Odia micchi, gras tibbi, è naturale!
disse un Morello che da ventun'anno
stracinava el landò d'un cardinale.
Ma se ce fusse un po' de religgione
e Sant'Antonio nostro c'esaudisse...
L'Omo, che intese, disse: - Va benone!
Fintanto che 'sti poveri Cavalli
vanno così d'accordo
io faccio er sordo e seguito a frustalli!
Er congresso de li cavalli
 

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