Racconto per la scuola
di E. De Marchi
per settembre
Giorno di scuola
di E. De Marchi
per settembre
Giorno di scuola
La scuola sta per incominciare. Il bidello, che i ragazzi chiamano per celia il Piè veloce, un po' colle mani, un po' colla voce, un po' colle ginocchia, ha finalmente raccolto sotto il portico gli scolari, che stavano facendo il chiasso nella piazzetta, e li sospinge bel bello verso l'aula, come fa il pastore con un branco di pecore che rimena all'ovile.
E' un cicalio, un gridio, un pigiare, un respingere, finché, Dio sia lodato! sono entrati tutti.
Cento piedi risuonano sull'impiantito della scuola. Ognuno cerca il suo posto e in un momento i banchi si coprono di libri di ogni colore, di calamai, di penne, di astucci di assicelle, di cinture, di sciarpe, di berrette, di mele, di ciliege e pagnottelle; chi dà l'ultima; mano al compito, chi copia in fretta quello del vicino, chi rilegge la lezione e la mastica, in piedi, ballando sulle gambe cogli occhi alzati al cielo; chi sta combinando una macchina per poteri a leggere dal suo posto sulla schiena del compagno di sotto; chi ride, chi chiama da un capo all'altro, corrono libri, saluti; pugni... Silenzio!
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