Poesia di Rosa Staffiere
Son come l'edera
Son come l'edera abbarbicante
e tu il mio fido muro
ma il ciel fattosi scuro
mi soverchia qual macigno pesante.
Priva di vigor giaccio con le foglie morte
quando tu mio dolce consorte
la bocca serri perché i lamenti
non s'innalzino nei venti.
Pur silenti spengono la mia candela
e vana a me giunge la sequela
delle preci salienti al cielo
offuscate son da mesto velo.
II
Com' è triste stare
sul bordo del letto
e veder le ore lente a passare.
.
Ti tendo la mano
perché possa sèntire il mio amore
perché tu non sia solo col tuo dolore.
Benevento marzo 1998
; Son come l'edera
Son come l'edera abbarbicante
e tu il mio fido muro
ma il ciel fattosi scuro
mi soverchia qual macigno pesante.
Priva di vigor giaccio con le foglie morte
quando tu mio dolce consorte
la bocca serri perché i lamenti
non s'innalzino nei venti.
Pur silenti spengono la mia candela
e vana a me giunge la sequela
delle preci salienti al cielo
offuscate son da mesto velo.
II
Com' è triste stare
sul bordo del letto
e veder le ore lente a passare.
.
Ti tendo la mano
perché possa sèntire il mio amore
perché tu non sia solo col tuo dolore.
Benevento marzo 1998
| < Prec. | Succ. > |
|---|




