Poesia di Rosa Staffiere -
Parole dimesse -
Le tue parole quasi dimesse
appena sussurrate
mi son giunte sul filo
come un uragano in pieno strepito!
Come hai fatto a serbare
il tuo dolore?
Sei come l'avaro Arpagone
col suo tesoro, tu incredulo
di fronte al riso Anch'io lo sono quando sto col mondo
in festa che ride felice.
Come può ridere
il mio cuore dico
ma poi stirando le labbra
io penso che l'altro ride
come rido io.
Nota: Arpagone personaggio del Moliere
II parte
E lo sguardo tuo
che accarezzare non può
il viso amato
è come il mare
che riva non bacia.
Le mani tue use
soltanto a carte
private son delle carezze
che a me donavi.
E pur lontana
vedo le tue labbra
serie, mute
quando calando la sera
tu a casa ti ritrovi solo,
Gigino è a Savona
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