Poesia di Rosa Staffiere
Disperazione -
Venisti fuori dalla cornetta
da un vocio confuso sommesso.
lo che discosta captavo
frasi smozzicate, udii chiaro un nome.
In quell'attimo invocai Nettuno
pregai che con le sue onde gelide
e fragorose mi sommergesse;
che Gea non più materna
inaridisse come grinzosa foglia
gialla o fosse spazzata via
come un fiore pensile
che scompare quando una bava
di vento lo sfiora e lo solleva.
La mia anima divenne di pietra
niente aveva di spirituale
tutta era avviluppata dal male.
Si dileguò nell'azzurro il divino
fu solo un tremulo acquoso
coperchio che mi schiacciava
sotto il suo eterno peso;
ma poi mi dissi
qualunque cosa accada
mai dimenticheremo le ore vissute
felici che non tutti i mortali
possono vantare di aver vissuto.
Settembre 1997
Nettuno dio del mare
Gea dea della Terra
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