Poesia di Rosa Staffiere
Cinematografo
E una sala angusta
Le sedie scricchiolanti
Ma il paesan pregusta
Di veder films lacrimanti,
Come reale mi par di vedere
quel lenzuolo bianco
l'operatore godere
nello stare al banco
a staccare i biglietti
e a dire agli spettatori
ch'erano ire tempi perfetti
e trattavan capolavori.
Il grande attore
Arnedeo Nazzari
Ha dato brividi vari
Quando dichiarava a Jvonne l'amore.
E se come voleva il copione
Ella era costretta dal destino
a nutrire perversa passione
a tradire il marito con il tapino
Allora erano sospiri e proteste
del marito tradito
e per l'amore svilito
e della gente il nicchiare delle teste.
Epiteto ingiurioso alla fedigrafa
sposa che sola, errante
va nella strada e paga
con l'emarginazione di aver, un amante.
Ma se il film parlava di Catene
Perdono e Tormento
sui volti ingenui c'erano le pene
e nei cuori lo sgomento.
Per le gote scendevan lacrime amare
singulti sallvan dai petti
si sentiva il naso soffiate
rumorosamente in grandi fazzoletti.
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