Poesie di Pasqua
di G. G. Moroni
di G. G. Moroni

Sabato Santo
Un grido che desti
le mute campane
è la trepida attesa
di questo mattino d'aprile.
Le fronde hanno un sussurro
gentile
come di parole d'amore.
Rondini cantano piano
inquiete
da la gronda
a la siepe
un luogo cercano invano
ove posar ne l'attesa.
D'un tratto, che è?
Da una torre lontana
si ode
il suono di una campana.
Risponde a quel suono
giulivo
altro suono più vivo.
Si destan le voci
di mille campane
vicine lontane.
Dopo un sonno di morte
l'una dice all'altra
forte
sempre di più:
E' risorto!
E' risorto Gesù!
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