
Poesia di Pasqua
di Renzo Pezzani
I veri poveri
I poveri non sono quelli che vedete
mostrare la fame e la sete,
gli abiti come sacchi pieni delle loro
ossa,
la tasca vuota, una piaga rossa,
la mano che aspetta, lo sguardo
attento
che prova il vostro cuore
sulla pietra come l'argento.
I poveri sono altrove,
lontano dallo sguardo di tutti,
vecchine sole, uomini distrutti.
Gente che ogni giorno si toglie
un boccone dal boccone
e per piangere si nasconde
e non vuole compassione.
Vive pulita e decente
dentro l'ombra d'altra gente.
I poveri sono quelli che seggono
compìti sulle panchine dei viali,
che ascoltano musiche, leggono
vecchi ingialliti giornali.
E li spaura il pensiero
dell'inverno imminente,
la foglia che cade,
la pioggia sottile
che più non ha luce d'aprile,
che lascia deserte le strade.
poveri sono quelli che sentite
tossire
nelle case, chissà dove,
come tarli nei vecchi legni,
senza poter morire.
Sono quelli che troverete
un giorno, con gli occhi spenti:
morti senza prete,
affamati di Sacramenti.
attento
che prova il vostro cuore
sulla pietra come l'argento.
I poveri sono altrove,
lontano dallo sguardo di tutti,
vecchine sole, uomini distrutti.
Gente che ogni giorno si toglie
un boccone dal boccone
e per piangere si nasconde
e non vuole compassione.
Vive pulita e decente
dentro l'ombra d'altra gente.
I poveri sono quelli che seggono
compìti sulle panchine dei viali,
che ascoltano musiche, leggono
vecchi ingialliti giornali.
E li spaura il pensiero
dell'inverno imminente,
la foglia che cade,
la pioggia sottile
che più non ha luce d'aprile,
che lascia deserte le strade.
poveri sono quelli che sentite
tossire
nelle case, chissà dove,
come tarli nei vecchi legni,
senza poter morire.
Sono quelli che troverete
un giorno, con gli occhi spenti:
morti senza prete,
affamati di Sacramenti.
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