Poesia per Pasqua
di Renzo Pezzani
di Renzo Pezzani

I poveri
Si fermarono alla nostra porta
sette poveri con la sporta.
Venivano da terre lontane,
vuota la sporta di pane.
Si sedettero come i bambini,
eran sette, su sette gradini,
col bastone tra i ginocchi
e un po' di cielo negli occhi.
Piaghe avevano da mostrare,
dolori da raccontare;
e, come pastori senza agnelli,
fili di fieno nei capelli.
Ecco un pane appena cotto,
che per tutti ce ne sia.
Sono sette in compagnia
ma di parti ne fanno otto.
Quel che avanza è così poco
che si perde nella sporta.
Un boccone. Ma che importa?
A Gesù basta quel poco.
E si mette coi poverelli,
e cammina in mezzo a loro,
e se cantano stornelli
sono otto a fare il coro.
Venivano da terre lontane,
vuota la sporta di pane.
Si sedettero come i bambini,
eran sette, su sette gradini,
col bastone tra i ginocchi
e un po' di cielo negli occhi.
Piaghe avevano da mostrare,
dolori da raccontare;
e, come pastori senza agnelli,
fili di fieno nei capelli.
Ecco un pane appena cotto,
che per tutti ce ne sia.
Sono sette in compagnia
ma di parti ne fanno otto.
Quel che avanza è così poco
che si perde nella sporta.
Un boccone. Ma che importa?
A Gesù basta quel poco.
E si mette coi poverelli,
e cammina in mezzo a loro,
e se cantano stornelli
sono otto a fare il coro.
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